PIANOTEQ 7 - Manuale d'uso

Pianoteq software family

Benvenuti

Congratulazioni per l'acquisto di Pianoteq – il punto di partenza di una nuova generazione di pianoforti, sviluppato dalla ricerca matematica effettuata all'Istituto di Matematica di Tolosa presso l’INSA di Tolosa, in Francia.

Per assistenza e le ultime notizie sui nostri prodotti, visitate il nostro sito web all'indirizzo www.modartt.com/support.

Se avete domande o commenti, fateci sapere. Ascoltiamo sempre i nostri clienti.

Contenuti

1. Introduzione

1.1. La quarta generazione di pianoforti

La prima generazione di pianoforti che ha visto la luce nel 1698 con il pianoforte di Bartolomeo Cristofori, giunse alla sua maturità alla fine del XIX secolo con il pianoforte acustico a coda da concerto. Fu seguito nel XX secolo dai pianoforti elettro-acustici, successivamente dai pianoforti digitali basati sul campionamento.

Oggi, all’inizio del XXI secolo, Pianoteq è il primo strumento della quarta generazione di pianoforti, basato su una vera modellazione fisica, che offre una suonabilità ed espressività straordinarie.

Con Pianoteq, è possibile adattare il timbro del pianoforte al proprio gusto. Parametri unici che modellano il comportamento dei pianoforti veri e che hanno come risultato un grande realismo, fino ad ora erano accessibili solo nei veri pianoforti acustici.

Attraverso una computazione interna a 32 bit, il timbro di pianoforte calcolato è privo dei rumori di quantizzazione. Ne risulta un timbro dinamico, dal più tenue pianissimo al più vigoroso fortissimo, per tutte le 127 velocità standard del protocollo MIDI (ed anche di più con il MIDI ad alta risoluzione).

Tutto ciò che caratterizza un vero pianoforte è presente: i rumori meccanici (opzionali), il complesso suono dei pedali e delle corde che interagiscono tra loro, l’impatto percussivo sull’esecuzione staccato (note brevi) e naturalmente, soprattutto, la bellezza del suono del pianoforte.

La seconda generazione ha portato suoni innovativi (come il Fender Rhodes, Wurlitzer, Yamaha CP e altri), mentre la terza generazione ha riprodotto solo timbri registrati. Sulla base di un efficace modello fisico, Pianoteq consente di regolare e portare i parametri a valori estremi, con il conseguente ottenimento di nuovi suoni e stili esecutivi. Pianoteq rappresenta sia un modo per emulare pianoforti esistenti sia uno strumento innovativo per la creazione di musica.

Pianoteq infatti è la prima fabbrica di pianoforti virtuali: può produrre nuove tipologie di strumenti nonché copie di strumenti storici, da clavicembali o fortepiano a più recenti pianoforti elettroacustici.

Alla collezione Pianoteq vengono regolarmente aggiunti altri strumenti della famiglia degli idiofoni. Visitare il nostro sito www.modartt.com per scoprire le nostre ultimissime creazioni.

1.2. Che cosa rende eccezionale Pianoteq

  • È il primo di una nuova generazione di pianoforti, derivato da un’eccezionale tecnologia innovativa basata sui modelli fisici, che si prevede diventerà la tecnologia del futuro. Le note sono suonate realmente ("costruite" in tempo reale, come con un pianoforte vero), non semplicemente lette dal disco fisso o dalla memoria. Questo spiega perché il suono è vivo, non statico: non è una semplice registrazione, è un vero strumento che risponde alla migliore interpretazione del pianista.
  • È stato sviluppato nel prestigioso Institut de Mathématiques de Toulouse, presso il Institut National des Sciences Appliquées in Toulouse, Francia. Due specialisti di questo laboratorio hanno lavorato sodo per creare questo bellissimo strumento. La concezione del modello fisico è a cura di Philippe GUILLAUME, accordatore di pianoforti, musicista e matematico il cui principale obiettivo è trovare le equazioni dell'"Anima del pianoforte". La realizzazione è a cura di Julien POMMIER, ingegnere e matematico, che ha implementato il modello fisico dell’elaborazione in tempo reale.
  • È leggero: non richiede una memorizzazione di dati enorme contenuta in un'intera collezione di DVD, in quanto necessita solo una CPU di recente produzione per calcolare tutti i suoni in tempo reale. Si carica facilmente in RAM, e l'installazione è istantanea. Non c’è alcun problema ad utilizzarlo su un moderno computer portatile.
  • Con una CPU recente e buoni driver audio può gestire latenze particolarmente basse (5 millisecondi).
  • Offre una splendida collezione di strumenti incredibilmente realistici: pianoforti, fortepiano, precursori del pianoforte come cimbalom, clavicordo e clavicembalo, pianoforti elettro-acustici ed elettrici, percussioni cromatiche ed altri strumenti della famiglia degli idiofoni.

1.3. Le versioni di Pianoteq

Pianoteq è disponibile in tre versioni:

  • PIANOTEQ STAGE è per i musicisti che vogliono installarlo e suonare senza apportare modifiche al modello fisico. Esso include caratteristiche standard come la curva di velocità, di dinamica, le impostazioni della meccanica, EQ, tremolo, wah-wah, chorus, flanger, phaser, compressore e altri effetti.
  • PIANOTEQ STANDARD offre in aggiunta potenti strumenti per modificare e adattare il modello fisico, nonché la posizione dei microfoni.
  • PIANOTEQ PRO va ancora oltre. La sua funzione Note Edit consente a coloro che lo richiedono, completa libertà di plasmare il suono, modificando i parametri delle note una ad una.

Tutte le versioni offrono la stessa timbrica, gli stessi strumenti e la medesima suonabilità, ma differiscono nella gamma di funzioni ed impostazioni. La tabella seguente riassume le principali differenze tra le tre versioni.

PIANOTEQ STAGE PIANOTEQ STANDARD PIANOTEQ PRO
Pacchetti Strumenti inclusi1 2 3 4
Strumenti KIViR (gratuiti)
VST, AU, AAX, NKS, Standalone
EQ, curva di velocità, riverbero
Caricamento Preset (fxp)2
Modifica del modello fisico di pianoforte
Accordatura avanzata
Posizionamento dei microfoni
Caricamento impulsi di riverbero esterni
Morphing e layering (Layers) degli strumenti
Modifica nota per nota : Volume, Detune, Attack Envelope
Modifica nota per nota : tutti gli altri parametri fisici
Migliaia di armonici modificabili
Supporto audio fino a 192kHz3

[1] Relativamente agli acquisti effettuati dal 2019 in poi, durante la registrazione è possibile scegliere due pacchetti strumenti con la versione Stage, tre con la versione Standard e quattro con la versione Pro. Questi Instrument Packs sono pienamente funzionanti, mentre invece i restanti Instrument Packs (pacchetti strumenti) saranno disponibili in modalità demo per la sola valutazione. È possibile acquistare pacchetti di strumenti aggiuntivi in qualsiasi momento.

[2] In PIANOTEQ STAGE il caricamento dei preset è limitato ai parametri presenti nell’interfaccia. I preset realizzati con PIANOTEQ PRO possono essere caricati senza limitazioni in PIANOTEQ STANDARD.

[3] PIANOTEQ PRO offre un campionamento fino a 192 kHz. Per PIANOTEQ STAGE e Standard il campionamento è previsto fino a 48 kHz.

Questo manuale descrive le caratteristiche generali che si possono trovare in Pianoteq. A seconda della versione posseduta, alcune potrebbero essere o non essere presenti.

1.4. Le caratteristiche in breve

Pianoteq è dotato di moltissime caratteristiche interessanti:

  • Velocità continua dal pianissimo al fortissimo, con la variazione progressiva nel timbro: che producono almeno 127 velocità! Un programma software basato su campioni richiederebbe centinaia di gigabyte per tutte queste velocità
  • Risonanze complesse che solo un modello fisico riesce a riprodurre in tutta la loro ricchezza:
    • Risonanza simpatica delle corde, sia che si prema il pedale del forte (sustain) sia che non si prema
    • Scala duplex (le parti di corde non smorzate che entrano in risonanza)
    • L’effetto della posizione dello smorzatore quando viene rilasciato il tasto (armoniche superiori variabili dello smorzamento)
    • Altri effetti specifici come lo staccato e la prosecuzione del suono quando viene premuto il pedale del forte (sustain) per un breve periodo di tempo dopo il rilascio del tasto (re-pedaling)
  • Il Morphing degli strumenti consente di creare strumenti ibridi. Il morphing avviene a livello di modellazione fisica, fornendo un'autenticità acustica degli strumenti mai vista prima.
  • Il Layering degli strumenti consente di combinare diversi strumenti, ad esempio l’arpa nella gamma bassa, il vibraphone nella gamma superiore, e la combinazione degli stessi nella gamma media
  • Per alcuni pianoforti a coda gamma estesa fino a 105 tasti (Steinway D, K2)
  • Variazione timbrica delle note ripetute, dovuta ai martelletti i quali percuotono le corde che sono già in movimento invece di essere immobili
  • Aftertouch polifonico (particolarmente interessante per il clavicordo)
  • Quattro pedali "fisici" con undici possibili assegnazioni (vedi capitolo 11), tra cui in particolare:
    • Pedale del forte progressivo (sustain) che permette il cosiddetto “mezzo pedale” 5
    • Pedale tonale (sostenuto) che consente di mantenere alcune note dopo il rilascio senza premere il pedale del forte (sustain)
    • Pedale armonico, che consente di suonare staccato mentre si mantiene la risonanza del pedale del forte (non disponibile sui pianoforti acustici)
    • Pedale Una corda che modifica la qualità del suono o il timbro spostando leggermente tutta la tastiera e la martelliera alla destra dell’esecutore (nei pianoforti a coda)
  • Posizione variabile del coperchio
  • Rumori naturali dello strumento (campionati o modellati) compresi il rumore dell’azione del tasto, il rumore dello smorzatore al rilascio del tasto (note basse) e il rumore "whoosh" del pedale del forte: il classico suono simile ad un bisbiglio causato dagli smorzatori che si alzano tutti contemporaneamente dalla cordiera o che vi ricadono sopra
  • Posizionamento dei microfoni e della miscelazione multicanale (fino a 5 microfoni, 5 canali)
  • Importazione dei files di microaccordatura (microtuning) e scala
  • Impostazione dei valori di velocity per tastiera, pedali e note-off (rilascio delle note)
  • Controllo del suono attraverso i parametri equalizer (equalizzatore) e dynamics (Volume)
  • Unità di riverbero a convoluzione incorporata, con possibilità di importare gli impulsi in formato .WAV
  • Effettistica standard compresi delay, chorus, flanger, phaser, fuzz, tremolo, wha-wha, amplificatore, compressore, equalizzatore a tre bande EQ3
  • Funzione di rimbalzo del martelletto unica nel suo genere, utile per le percussioni cromatiche (marimba, xilofono, cimbalom, ...)
  • Controllo delle condizioni dello strumento, da perfettamente accordato a totalmente scordato.

[5] Se la tastiera di controllo prevede una progressione MIDI sufficientemente fine (fino a 127 valori) per il pedale di sustain.

2. Installare e avviare Pianoteq

Pianoteq funziona su Windows, macOS e Linux. È possibile utilizzare Pianoteq in modalità standalone oppure utilizzarlo come strumento plugin in un host VST, VST3, Audio Units e AAX, in versione 64 bits. Si consiglia di visitare www.modartt.com, dove troverete le ultime novità, una pagina con le domande più comuni (FAQ) ed un tutorial che spiega come collegare il proprio hardware.

pianoteq_compatibility

2.1. Installazione per Windows

Eseguite il file di programma di installazione pianoteq_setup.exe. È necessaria l'attivazione quando si lancia Pianoteq per la prima volta. Basta seguire le istruzioni sullo schermo. I driver ASIO sono necessari per ottenere una bassa latenza. Se si utilizza una scheda audio che non è corredata da i driver ASIO proprietari, è possibile scaricare i driver ASIO dal sito www.asio4all.com.

2.1.1. Ottimizzazione

Se quando si suona si avvertono rumori bruschi indesiderati, date un’occhiata ai valori CPU frequency e Audio Load in Options ► Perf:

audio_load

Le barre di colore rosso che si trovano nel grafico indicano un sovraccarico. In questo caso, osservare la frequenza della CPU che viene visualizzata. Se questa frequenza varia o sta sotto la normale frequenza della vostra CPU, verificare che l'impostazione di gestione dell'alimentazione del computer sia regolata su alte prestazioni.

2.2. Installazione per macOS

Fare click sul pacchetto Pianoteq e seguire le istruzioni. Viene richiesta l’attivazione quando si carica Pianoteq per la prima volta. Basta seguire le istruzioni che compaiono a video.

2.3. Installazione di un nuovo Instrument Pack

Per installare un nuovo Instrument Pack acquistato, assicurarsi di avere installato l'aggiornamento più recente. Accedi all'area utente sul nostro sito web per il download. Dopo l'aggiornamento all'ultima versione di Pianoteq, aggiornare la licenza come segue: fare clic su Opzioni, quindi su Informazioni, quindi sulla licenza di aggiornamento. Lì, lascia il numero di serie così com'è e fai clic su Attivazione rapida. Se il computer non dispone di connessione Internet, è necessario fare clic sul pulsante Attivazione manuale e seguire le istruzioni fornite.

2.4. Usare Pianoteq in modalità standalone

È molto semplice usare Pianoteq in standalone. Caricare Pianoteq e specificare nella finestra di dialogo le impostazioni audio e delle apparecchiature MIDI nella sezione Devices: a questo punto si può suonare immediatamente.

2.5. Usare i plugin VST/VST3/AU/AAX

Pianoteq può essere caricato da un qualsiasi host VST, VST3, Audio Units o AAX. Bisognerà specificare, all’interno dell’host VST, l’apparecchio MIDI e il driver che verranno utilizzati.

Attenzione
Molti host salvano le modifiche e le ricaricano quando si riprendere a suonare. Se si avvertono strani suoni, assicurarsi che tutti i parametri siano al loro valore di default. Controllare, ad esempio, se sono state correttamente definite le curve della velocity e dell’equalizzatore.

2.6. Requisiti Hardware

Pianoteq può essere utilizzato con una qualsiasi tastiera MIDI compatibile. Si consiglia una tastiera sensibile al tocco (dinamica), come ad esempio quelle con tasti pesati che simulano la risposta dei martelletti di un vero pianoforte. Vedere la sezione Tutorial 13.4 per adattare nel modo migliore Pianoteq alla tastiera. Per utilizzare la tecnica del mezzo pedale, è necessario un pedale sustain progressivo (non on-off).

I requisiti per usare correttamente Pianoteq sono:

  • Una CPU recente
  • 512MB RAM
  • Scheda e driver audio compatibili con ASIO (riguarda solamente gli utenti Windows)
  • Connessione ad internet (tuttavia è consentita l’installazione su un computer che non è connesso alla rete. Vedere la FAQ modartt.com/pianoteq/faq)
  • Windows 7 (64 bits) o successivi, Mac OS X 10.7 o successivi, Linux (x86e ARM).

2.7. Adattare Pianoteq al proprio hardware

Quando si fa clic sul pulsante Options, appare una finestra che contiene le seguenti sezioni:

options_sections

La sezione Devices (solo in modo standalone) consente di selezionare la tastiera, l’apparecchiatura audio ed il relativo driver, i canali di uscita, la frequenza di campionamento e la dimensione del buffer audio.

Nella sezione MIDI è possibile:

  • Assegnare i controller MIDI ai parametri di Pianoteq (solo utenti esperti – altrimenti si rischia di ottenere timbriche inusuali riproducendo files MIDI che contengono istruzioni particolari)
  • Disabilitare tutti i controller eccettuati i pedali ed il Pitch bend selezionando Current MIDI Mapping: Minimalistic (consigliato per iniziare)
  • Trasporre le note fino a 3 ottave
  • Per salvare l'impostazione di mapping MIDI, fare clic su Salva con nome e immettere un nome adatto. Se si desidera che Pianoteq carichi sempre il mapping MIDI predefinito, fare clic su Imposta come predefinito. Se si desidera che Pianoteq carichi sempre la mappatura MIDI predefinita salvata quando si carica uno strumento specifico preimpostato, fare clic su Allega al predefinito corrente, chiudere la finestra di mappatura MIDI e salvare il predefinito dello strumento facendo clic sull'icona del disco floppy.

midi mapping

Pianoteq calcola dinamicamente tutte le note (cioè, in tempo reale). Di conseguenza viene richiesta una CPU moderna (di recente produzione – ndt). Le note basse contengono più armoniche superiori e quindi richiedono più calcoli. La sezione Perf consente di scegliere tra le seguenti caratteristiche:

  • Multicore rendering. (elaborazione del suono tramite più processori – ndt) Si dovrebbe attivare questa funzione
  • CPU overload detection. In determinate circostanze (una CPU lenta, musica molto veloce), la CPU potrebbe essere sovraccaricata dal numero di calcoli richiesti. L'attivazione di questa funzione potrebbe essere utile per l’elaborazione in tempo reale, ad esempio quando per 10 secondi di suono ne sono necessari 12 di calcoli. In questo caso alcuni calcoli vengono tralasciati.
  • Internal Sample rate agisce sulla frequenza di campionamento interna di Pianoteq. Una frequenza più bassa richiede un numero minore di calcoli. Quindi minore è la capacità della CPU e più bassa dovrebbe essere impostata questa frequenza.
  • La Polyphony (polifonia) è il numero di suoni individuali (note, risonanze simpatiche…) che vengono riprodotti simultaneamente. Minore è la capacità della CPU, più bassa bisognerebbe impostare la polifonia. In alternativa, si può scegliere Auto (Pessimistic o Optimistic) per un’impostazione automatica della polifonia (Pianoteq cerca di garantire il numero massimo di eventi sonori individuali possibili, in ragione del carico sulla CPU – ndr)

2.8. Caricamento rapido dei file fxp, ptq e MIDI

Si possono caricare in modo rapido i file di tipo fxp e ptq (e MIDI nella versione standalone) potete trascinarli uno alla volta dal file manager (o altre applicazioni tipo client mail o web browser) sull’interfaccia di Pianoteq.

2.9. Lettore file MIDI (versione standalone)

La versione standalone di Pianoteq contiene un riproduttore di file MIDI che consente di riprodurre e registrare file in formato MIDI. È possibile caricare diversi file MIDI tramite File ► Carica file MIDI e persino creare la propria playlist MIDI tramite File ► Gestire la playlist MIDI.

2.9.1. Velocità di riproduzione

È possibile regolare la velocità di riproduzione facendo click su x1. Verrà visualizzato un menu tramite il quale si può scegliere un altro valore tra 0.1 e 10. In alternativa, fare click su x1 e trascinare il mouse fino all’ottenimento del valore desiderato.

midi_player

2.9.2. Registrare e salvare la propria esecuzione

Fare click sul pulsante record ed iniziare a registrare la propria esecuzione. Salvare il file MIDI aprendo il menu File. In tale menu è possibile esportare la registrazione in formato audio come file WAV, FLAC o MP3.

midi_player_rec

2.9.3. E se una brillante esecuzione venisse perduta?

In qualsiasi momento, è possibile recuperare le proprie esecuzioni recenti tramite File ► recently played on the keyboard. Particolarmente utile quando, dopo una brillante esecuzione si pensa "Che peccato, non è stata registrata!" Be', Pianoteq lo ha fatto ugualmente: basta caricare l’ultimo Recently played on the keyboard e salvarlo/esportarlo in un file MIDI/AUDIO. È davvero semplice!

Per le performance meno recenti, è disponibile un archivio MIDI. L'accesso alle relative impostazioni si trova nella parte inferiore del menu Recently played on the keyboard.

recently_played

2.9.4. Passo a passo nel file MIDI

Nella versione standalone, per esplorare il file MIDI, avanti o indietro, usare la freccia destra o sinistra (della tastiera alfanumerica – ndt) per riprodurre note singole o accordi. Facendo clic destro nel lettore MIDI, è possibile rimuovere gli eventi posizionati prima o dopo la posizione corrente.

2.10. Ingrandimento dell’interfaccia utente

L’interfaccia utente di Pianoteq è ridimensionabile, il che lo rende comodo per lavorare con display di qualsiasi dimensione. Fare clic su Options ► General e selezionare la dimensione nel menu Interface magnification, o semplicemente utilizzare i comodi tasti di scelta rapida +/-:

magnification

3. Panoramica

Veniamo ora ad una breve panoramica di Pianoteq. La sua interfaccia è suddivisa in due sezioni.

  • Una sezione Instrument che contiene caratteristiche innovative presentate in tre pannelli chiamati Tuning, Voicing e Design. Ogni pannello si apre con un singolo click.

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I tre pannelli della sezione Instrument

  • Una sezione Audio Engineering che offre una caratteristica unica disponibile attraverso il menu Output: il posizionamento e la miscelazione dei microfoni. La sezione offre anche caratteristiche come la curva di velocità, il volume, la dinamica, le impostazioni della meccanica e dei martelletti, equalizzatore, riverbero, chorus, flanger, phaser, compressori e altri effetti.

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La sezione Audio Engineering

La regolazione di uno qualsiasi dei parametri è facile. Ma si può anche semplicemente scegliere lo strumento dal menu Instrument in alto a sinistra.

3.1. Strumenti

Gli strumenti di Pianoteq si basano sulla modellazione fisica – la quale simula il modo in cui il suono viene generato e come si propaga nello spazio – accoppiata ad un’analisi matematica degli strumenti originali.

Gli strumenti opzionali vengono inclusi nella modalità dimostrativa di Pianoteq per un’eventuale valutazione. Si possono scaricare degli strumenti gratuiti dall’area utente del sito www.modartt.com.

3.1.1. Pianoforti acustici e predecessori

3.1.1.1. Pianoforte da concerto Steinway Model D

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Autorizzato da Steinway & Sons, il pacchetto Steinway Model D contiene due copie virtuali dei pianoforti a coda Steinway D, ben noti per la loro squisita espressione musicale: uno prodotto a New York (NY Steinway D) - in effetti il primo prodotto del nuovo strumento di punta di Steinway Model D Spirio|r, che è stato utilizzato da alcuni dei pianisti più famosi al mondo oggi - e uno prodotto ad Amburgo (HB Steinway D). I pianoforti Steinway di New York e Amburgo sono molto simili a fratelli gemelli che condividono forti tratti familiari ma mostrano sottili differenze nelle loro personalità. Queste differenze possono essere attribuite in parte alle variazioni nelle tecniche di costruzione e fatturazione dei martelli utilizzate in entrambi gli impianti di produzione. Le procedure proprietarie nella fabbricazione e installazione di tavole sonore uniche per ogni fabbrica donano colore ed espressioni tonali differenti tra i pianoforti Steinway Hamburg e New York. Entrambi utilizzano tavole sonore costruite in legno di abete rosso Sitka premium accuratamente selezionato. All'interno di Pianoteq, ogni nota di ogni strumento virtuale è stata accuratamente regolata nei suoi minimi dettagli, proprio come nella vera fabbrica. Il risultato sono strumenti incredibilmente vividi creati con in mente il musicista più esigente.


3.1.1.2. Steinway Model B grand piano

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Autorizzato da Steinway & Sons, il pianoforte a coda Steinway Model B è stato accuratamente progettato per riprodurre le migliori caratteristiche sonore di uno strumento Steinway B che è stato selezionato da Modartt per questo progetto. Questo modello si basa sull'edizione di Martha Argerich ed è uno dei venticinque pianoforti a coda Steinway & Sons Model B-211 che la prestigiosa pianista ha scelto con cura e firmato nel 2014 proprio per la loro musicalità.


3.1.1.3. C. Bechstein Digital grand piano

Bechstein

In collaborazione con Bechstein, Modartt ha sviluppato un modello fisico accurato di un pianoforte a coda C. Bechstein 282, il fiore all'occhiello dell’azienda. Il suo suono è stato campionato dall'acclamato studio Teldex Recording di Berlino. La versione Pianoteq riproduce il timbro straordinariamente brillante e potente del C. Bechstein D 282 con la sua voce particolarmente musicale e colorata, adatta a molti differenti generi musicali.


3.1.1.4. Ant. Petrof 275 e Petrof 284 Mistral grand pianos

Antpetrof_275

In collaborazione con Petrof, Modartt ha sviluppato modelli fisici accurati dei due pianoforti a coda capolavoro Petrof: Ant. Petrof 275 e Petrof 284 Mistral. Mantiene il tono colorato, romantico e rotondo per cui gli strumenti Petrof sono elogiati, grazie a materiali di prima classe. Questi pianoforti modellati fisicamente catturano il caratteristico suono Petrof con una gamma di preset che offrono una bellissima tavola timbrica adatti a tutti i tipi di musica.


3.1.1.5. Steingraeber E-272 grand piano

steingraeberE272

In collaborazione con Steingraeber, Modartt ha sviluppato un accurato modello fisico del pianoforte a coda Steingraeber E-272. Steingraeber ha ridotto la superficie della tavola armonica degli alti; quindi le corde presentano il 27% in meno di peso del legno da mettere in moto, e anche quando è richiesta un'intonazione più morbida, il pianista viene ricompensato con una risonanza canora immediata. Per una performance più delicata, Steingraeber E-272 è dotato anche del Sordino (pedale Celeste) e del Mozart Rail (pedale Mozart Rail).


3.1.1.6. Grotrian Concert Royal grand piano

Grotrian

In collaborazione con Grotrian, Modartt ha sviluppato un modello fisico molto accurato del pianoforte a coda Grotrian Concert Royal, considerato uno dei migliori pianoforti a coda al mondo. Al fine di riprodurre la chiarezza e il calore caratteristici dello strumento originale, ogni dettaglio del modello Pianoteq è stato messo a punto con cura, risultando in uno strumento autentico e gioioso. Timbro e risonanze complesse sono davvero mozzafiato.


3.1.1.7. Blüthner Model 1 grand piano

Bluethner

In cooperazione con Blüthner, Modart ha sviluppato per Pianoteq un modello fisico accurato del pianoforte a coda Model 1. Particolarità unica dei pianoforti a coda Blüthner è la quarta corda per ogni tasto nel registro acuto, chiamata sistema Aliquot. Lo scopo di questa corda è quello di migliorare il suono vibrando per simpatia. Questa caratteristica è compresa nel modello Blüthner di Pianoteq. Nelle versioni Standard e Pro di Pianoteq è possibile modificare questo specifico parametro per aumentare o diminuire l’effetto.


3.1.1.8. K2 grand piano

K2

Il pianoforte a coda K2, creato per Pianoteq 5, si è evoluto combinando i migliori elementi di diversi modelli. Il suo splendido cabinet da 211 cm (6’ 11”) offre lo splendido suono che proviene da un perfetto equilibrio tra calore e brillantezza.


3.1.1.9. Pianoforte Rock YC5

YC5

Il pianoforte a coda rock YC5 aggiunge parecchio "tiro” ad una registrazione pop/rock e si inserisce splendidamente in un mix con batteria e strumenti elettrici. Il suo caratteristico timbro brillante si adatta ad un’esecuzione espressiva ed è indicato anche per le sessioni di registrazione jazz. Il pianoforte a coda rock YC5 è stato modellato su un pianoforte a coda giapponese ben conosciuto, che si vede spesso sui palchi ed ampiamente apprezzato dagli artisti in tournée per le sue qualità musicali e di affidabilità. È anche uno strumento popolare nei conservatori ed in altre scuole di musica.


3.1.1.10. Pianoforte dritto U4

U4

Il pianoforte U4 Upright Piano mette a disposizione 21 preset che esaltano le caratteristiche dei pianoforti verticali. Oltre ad un bel timbro di pianoforti acustici ben costruiti, vi è una maggiore inarmonicità ed un aumento delle imperfezioni nei preset come Blues, Honky Tonk, Detune (scordato), Ruined (rovinato), Bierkeller, Tacky, Wavy, Weathered (consumato), Club...


3.1.1.11. Karsten Collection

Karsten

Peter Karsten è un collezionista di strumenti di Braunschweig, Germania. Questa collezione comprende copie virtuali di: J. Salodiensis virginal (1600), Clavicembalo G. Giusti (1680), Ph. Schmidt square piano (1780), pianoforte J. Weimes (1808), NY steinway square piano (1858). La copia virtuale del NY Steinway square piano è stata valutata e autorizzata da Steinway & Sons a New York. Lo stesso Peter Karsten ha partecipato a molte fasi dello sviluppo di tutti gli strumenti – dalle registrazioni iniziali per l'analisi audio fino alle fasi finali dei beta test – insieme a un team dedicato di musicisti esperti, garantendo l'autenticità degli strumenti.


3.1.1.12. Collezione Kremsegg

Kremsegg

Questa collezione di splendidi pianoforti storici, che vanno dal 18° allla fine del 19° secolo, è stata creata in collaborazione con il Kremsegg Schloss Museum (Austria). Essa comprende copie virtuali di pianoforti (verticali – ndt) J. Dohnal (1795), J. Broadwood (1796) e pianoforti a coda I. Besendorfer (1829), I. Pleyel (1835), J. Frenzel (1841), S. Erard (1849), J.B. Streicher (1852), C. Bechstein (1899). Pur essendo incomparabili per restituire la musica del periodo classico, questi strumenti possono essere utilizzati anche per composizioni più recenti. I pianoforti del tardo 19° secolo, in particolare, con un design che si avvicina a quello di un pianoforte moderno, illuminano jazz ed altra musica moderna.


3.1.1.13. Clavicembalo Hans Ruckers)

Hansruckers

Il modello fisico è basato su una copia di Matthias Griewisch di un clavicembalo di Hans Ruckers II le Jeune (1624). Questo strumento virtuale offre un'estensione dello strumento originale, da 4 e 1/2 a 6 e 1/2 ottave, ed è dotato di tre registri : inferiore da 8', superiore da 8' e 4', che possono essere combinati in modi non nemmeno possibili nel mondo reale (vedi i tasti L8', U8' e 4' sopra la tastiera dell'interfaccia). Una mappatura MIDI locale consente di modificare la registrazione direttamente tramite le 3 note inferiori della tastiera. Oltre ai pedali sustain e soft, questo clavicembalo è dotato di pedale buff stop e pedale Rattle (sezione 11.1.


3.1.2. Collezione KIViR

historical

Questa collezione è il risultato del progetto Keyboard Instrument Virtual Restoration (restauro virtuale di strumenti a tastiera – ndt) Può essere scaricato dal nostro sito web all'indirizzo www.modartt.com.

Comprende gli strumenti gratuiti clavicordo, cimbalom, clavicembali, fortepiani, pianoforti acustici ed elettro-acustici. Alcuni di questi strumenti sono stati riproposti nel loro stato attuale. La loro età ha determinato delle imperfezioni, come ad esempio alcune difformità nell’intonazione, che abbiamo mantenuto intatte. Questa collezione viene arricchita regolarmente da nuovi strumenti.


3.1.3. gamma della tastiera

3.1.3.1. Estensione della tastiera

I pianoforti a coda Steinway Model D e K2 beneficiano di un’estensione della tastiera senza precedenti da 88 a 105 note (8 ottave e ⅔):

enlarged_keyboard

3.1.3.2. Gamma originale/estesa

La maggior parte degli strumenti storici (collezioni KIViR, Kremsegg e Karsten) presentano una gamma ridotta. Per alcuni di questi, è stato possibile estenderla leggermente. L'intervallo esteso è stato impostato sull'intervallo predefinito per tutti i preset ad eccezione del predefinito di riferimento, in genere il primo. Se si desidera utilizzare l'intervallo originale (ad esempio per ottenere l'intervallo di risonanze originali), fare clic sul segno meno a sinistra della tastiera virtuale. Cliccando sul segno più verrà reimpostata la gamma estesa.

range

3.1.4. Arpa

interface_harp_closed.jpg

Il pacchetto Arpa comprende un'arpa da concerto fisicamente modellata su una grande arpa da concerto Salvi, e un'arpa celtica dotata di corde in nylon. Entrambe includono la capacità di suonare armoniche pinch (flageolets) e glissando. Una modalità diatonica offre un'esperienza più vicina alla realtà dello strumento dove sette pedali permettono di cambiare il tono delle corde e suonare in tutte le chiavi.


3.1.4.1. Modalità Diatonica e Cromatica

Per impostazione predefinita, la tastiera è impostata sulla modalità cromatica (ad eccezione del preset arpa diatonica):

chromatic_mode

Facendo clic sulla piccola D a sinistra della tastiera, si entra nella modalità diatonica in cui solo i tasti bianchi producono un suono. Come in una vera e propria arpa da concerto, la chiave è specificata da sette pedali, da sinistra a destra D, C, B, E, F, G, A, ogni pedale è controllato da un gruppo di tre tasti neri:

diatonic_mode

Ad esempio, facendo clic sul tasto nero sinistro sotto E si produrrà un'alterazione ♭, mentre facendo clic sul tasto nero destro si o produrrà un'alterazione E#.

Cliccando sulla piccola C a sinistra della tastiera si tornerà alla modalità cromatica.

!!! Attenzione Riproducendo un file MIDI in modalità diatonica, ogni tasto nero rilevato nel file MIDI produrrà la relativa modifica della chiave... potresti rimanere sorpreso!

3.1.5. Pianoforti elettrici

interface_elec

Il pacchetto Electric pianos mette a disposizione due incredibili pianoforti elettro-acustici degli anni settanta. Per ogni Electric Piano (Vintage Tines MKI, Vintage Tines MKII et Vintage Reeds W1) sono disponibili numerose varianti. Facendo uso delle caratteristiche della ricca interfaccia, si possono configurare secondo il proprio gusto.


3.1.6. Collezione Hohner

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La Collezione Hohner6 Collection, autorizzata da Hohner, comprende quattro famosi strumenti prodotti dai primi anni Sessanta fino ai primi anni Ottanta: Electra-piano, Pianet N, Pianet T e Clavinet D6. Le copie virtuali per Pianoteq beneficiano della sua modellazione fisica: aggiunta di un pedale sustain, gamma estesa a sette ottave e possibilità di regolarne le relative proprietà fisiche.


[6] Hohner è un marchio registrato della Matth. Hohner GmbH

3.1.7. Vibrafoni

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Il pacchetto Vibes mette a disposizione due meravigliosi vibrafoni. V-M è la copia virtuale di un vibrafono Musser che appartiene al famoso vibrafonista francese Dany Doriz. V-B è la copia virtuale di un vibrafono Bergerault che appartiene allo studio Condorcet di Tolosa (Francia). Le lamelle sono di metallo.


3.1.8. Xylofono e Marimba

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Il pacchetto Xylo contiene uno xilofono ed una marimba. La copia virtuale dello xilofono è stata modellata secondo uno strumento francese moderno da 3 ½ ottave mentre quella della marimba è stata modellata secondo uno strumento francese moderno da 5 ottave. A differenza del vibrafono, le lamelle sono in legno invece che in metallo.


3.1.9. Toy piano, Celesta e Glockenspiel

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Il pacchetto Celeste contiene un pianoforte in miniatura o un pianoforte toy, una celesta e un glockenspiel. Il suono del pianoforte è prodotto da piccoli martelli che colpiscono aste di metallo. Il pianoforte virtuale, modellato su un pianoforte Michelsonne in miniatura con due ottave, è stato esteso a quattro ottave. La celesta, che assomiglia a un pianoforte verticale, è costituita da lame metalliche colpite da martelli di feltro simili a quelle di un pianoforte. La celesta virtuale è stata modellata su un modello tedesco a cinque ottave. Anche il glockenspiel è fatto di lame metalliche, ma colpito da martelletti metallici tenuti in mano dal musicista. Il glockenspiel virtuale, modellato su un modello francese, è stato esteso a quattro ottave.


3.1.10. Steelpans

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Il modello fisico di Pianoteq è stato arricchito per riprodurre il caratteristico timbro degli steelpan, con le loro armoniche particolari, dovute alle proprietà meccaniche delle sottili lamiere di acciaio. Le steel drums sono state originariamente costruite usando barili vuoti di petrolio dal momento che i tamburi popolari vennero vietati dal governo di Trinidad.

Il pacchetto Steelpans comprende 4 strumenti : Steel Drum, Spacedrum, Hand Pan e Tank Drum. Ogni strumento modellato è dotato di un preset fedele allo strumento originale e diverse varianti.

Lo strumento Steel Drum è una combinazione dei tipi conosciuti, “double second”, “tenore“, “doppia chitarra”, “triplo violoncello”, e copre 4 ottave . Lo Spacedrum è una recente variante dello Hand Pan. Entrambi gli strumenti offrono preset per suonare con le mani e le bacchette, e sono estesi a 4 ottave. L'effetto blooming è un po’ meno pronunciato rispetto allo Steel Drum.

Il Tank drum è costruito con una bombola di gas di metallo spesso. Diverse lingue sono tagliate nella parte inferiore del serbatoio per produrre le note. Grazie alla sua forma e spessore, riducono notevolmente l’effetto “blooming”. Lo strumento si estende per 3 ½ ottave.


3.1.11. Altri strumenti

Altri strumenti, come campane e campane tubolari, sono disponibili per il download sul nostro sito web www.modartt.com. Iscriversi alla nostra newsletter per le ultime informazioni.

3.2. Gestione degli strumenti e dei presets

Dal menu instruments è possibile caricare e salvare gli strumenti.

instruments

Questo menu consente di scegliere da una lista di Instruments e presets incorporati, strumenti supplementari (file con estensione .ptq) o preset (file con estensione .fxp) che sono stati salvati nelle cartelle di Pianoteq. Maggiori dettagli possono essere visualizzati nella sezione 3.4.2.

3.2.1. Differenza tra "instrument" e "preset"

I modelli fisici contengono un grande numero di parametri, ma in proporzione solo una piccola parte di essi è accessibile attraverso l’interfaccia utente. Quando vengono modificati solo i parametri dell’interfaccia utente, allora si può dire che è sempre lo stesso strumento ma un diverso preset. Quindi i preset sono intesi come variazioni di un determinato instrument.

Ad esempio, Steinway Model D Prelude e Steinway Model D Classical sono lo stesso strumento, poiché la differenza sta nella posizione del microfono che può essere definita dall’utente. Al contrario, Steinway Model D Prelude e K2 Prelude due strumenti diversi, perché è impossibile ottenere il primo modificando i parametri dell'interfaccia utente del secondo, e viceversa.

3.2.2. Modifiche all’Instrument - strumento

È possibile modificare un qualsiasi parametro dell’attuale strumento o preset muovendo con il mouse lo slider corrispondente. Muovendo il cursore del mouse perpendicolarmente allo slider lo si farà muovere lentamente.

slider_arrows

Ogni volta che si modificano i parametri in Pianoteq sono necessari pochi calcoli per aggiornare lo strumento (modello fisico).

Una volta che si è terminato, i pulsanti edit e save a destra del menu instruments consentono di modificare e salvare il nuovo preset.

writesave

Inoltre, ci si può divertire con il pulsante Random che modifica in modo casuale tutte le impostazioni.

3.3. Suggerimenti

3.3.1. Creare il proprio strumento

In generale, si troverà più interessante effettuare regolazioni, a numerosi parametri, grandi o piccole che siano, piuttosto che modificare pesantemente un singolo parametro. Muovendo uno slider a sinistra, per esempio, potrebbe spostare il peso del suono in modo tale da richiedere l'aggiustamento di altri parametri. Muovere uno slider tutto a destra potrebbe invece nascondere il contributo che altri parametri conferiscono al suono, oppure far sembrare che il loro piccolo contributo sia ora troppo marcato. Inoltre, i parametri che interagiscono possono trovarsi in pannelli separati, poiché ogni pannello ha controlli che modificano il modo in cui un singolo componente fisico del pianoforte contribuisce al suono, invece di controllare il suono in generale. Questo manuale affronta spesso questo tipo di regolazioni. Continuando a sperimentare inizierete a capire il modo in cui i parametri interagiscono. Farete un piccolo aggiustamento in un parametro e uno grande in un altro. Oppure farete aggiustamenti grandi e piccoli ovunque. È possibile creare praticamente qualsiasi suono che un pianoforte è in grado di creare, ed altro ancora.

3.3.2. Brillantezza

La brillantezza è una qualità del suono importante per ottenere un buon realismo. Si consiglia di regolarla se si sta ascoltando in prossimità degli altoparlanti, oppure a basso volume o se si stanno usando le cuffie. Ad esempio, è possibile modificare la durezza dei martelletti dal pannello Voicing, oppure utilizzare l'EQ dal pannello inferiore.

La keyboard velocity (velocity della tastiera) stessa gioca un ruolo cruciale rispetto alla brillantezza. Visitate il forum di *Pianoteq** www.forum-pianoteq.com dove vengono messe a disposizione delle curve di velocity adatte a molte tastiere. Vedere anche il tutorial nella sezione 13.4.

3.3.3. Uso della riverberazione

Ascoltare attraverso diffusori di solito richiede meno riverberazione di quanto non ne serva con le cuffie. Il motivo è semplice: quando si utilizzano altoparlanti, il suono è naturalmente riverberato dalla stanza in cui si trovano. Con gli altoparlanti si consiglia pertanto di ridurre il reverberation mix.

Inoltre, vale la pena ricordare che bypassare (escludere temporaneamente – ndr) il riverbero in Pianoteq non ha lo stesso effetto di bypassare il riverbero in uno strumento basato su campioni. In quest’ultimo caso, a meno che la registrazione sia stata effettuata in una camera anecoica, c’è un riverbero naturale presente nei campioni registrati che non può essere percepito come riverbero perché il rilascio della nota taglia la coda del riverbero stesso, mentre in Pianoteq, quando lo si spegne, non vi è alcun riverbero di sorta. In tal caso, il suono perde una parte importante della sua qualità naturale e può sembrare strano o sintetico, soprattutto con le cuffie, perché nel mondo reale non sentiamo mai i suoni senza alcun riverbero. Pertanto, si consiglia di escludere il riverbero solo quando se ne utilizza uno esterno – o di tipo naturale.

3.4. Comandi generali

3.4.1. Giocare con i parametri

In Pianoteq è possibile modificare e creare i propri preset, salvarli e condividerli con altri utenti. I seguenti comandi sono situati nella parte superiore dell'interfaccia.

commands

  • I pulsanti edit (matita) e save (dischetto) consentono di modifcare e salvare il nuovo preset.
  • I pulsanti Copia e Incolla consentono di selezionare e copiare/incollare un sottoinsieme dei parametri correnti da un predefinito all'altro. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul pulsante copia consente di copiare senza modificare la selezione precedente.
  • La funzione freeze consente di selezionare i parametri che si desiderano conservare invariati quando si cambia strumento o preset. Questa è una caratteristica molto comoda per "trasportare" le impostazioni da uno strumento all'altro.
  • Il comando random consente di cambiare in modo casuale i parametri tuning, voicing e design. I parametri collocati nella sezione Audio Engineering non vengono influenzati dal comando random.
  • Con i comandi undo/redo è possibile in qualsiasi momento annullare e ripetere le modifiche apportate: sono possibili fino a 100 annullamenti. Un click destro sul pulsante mostra l'ultima modifica.
  • Il pulsante AB consente di passare tra due preset A e B, di cui uno in primo piano, mentre l'altro è in secondo piano. Il led accanto a loro si accende non appena tra A e B ci sono delle differenze. Cliccando sul led si copia il preset in primo piano nel preset in secondo piano. Un click destro sul pulsante AB elenca le differenze tra A e B. I preset A e B hanno un proprio stack di undo/redo.

3.4.2. Gestire ed organizzare i preset

Quando si fa click sul pulsante edit, appare la seguente finestra del preset manager:

managing_presets

Essa consente di organizzare gli strumenti ed i preset dal menu Instruments. È possibile modificare le informazioni inerenti i preset, ordinarli, filtrarli (vedere solo una parte di essi), rinominarli etc.

3.4.2.1. Edizione

Le informazioni relative ad ogni preset vengono visualizzate nella parte inferiore del preset manager, così come un piccolo estratto musicale dimostrativo (mini-player alla sinistra del pulsante edit). Qui è possibile modificare le informazioni relative ai propri preset, registrare per sé il proprio brano dimostrativo (click destro e sinistro sul mini-player).

preset_excerpt

3.4.2.2. Ordinamento

Si può scegliere il modo in cui i preset verranno ordinati facendo click sulla colonna appropriata: Preset Name, Instrument o Bank.

sorting

Un bank è un gruppo di preset che sono posizionati in una determinata cartella, tranne il factory bank che contiene gli strumenti incorporati e gli add-on forniti come file .ptq, i quali si trovano nella cartelle Addons.

3.4.2.3. Filtraggio

È possibile selezionare gli strumenti e preset che sono visibili nel menu instruments attraverso tre diversi filtri che si trovano sul lato destro della finestra di gestione: search, All instruments, All banks. È anche possibile fare clic su singoli strumenti o sui banchi.

filtering

3.4.2.4. Rinominare i preset

Un doppio click sul nome del preset permette di rinominarlo. Si può anche aprire il menu contestuale facendo click sulle piccole frecce nella colonna MIDI.

arrow_context

3.4.2.5. Le cartelle di Pianoteq

Il modo più semplice per trovare le cartelle Pianoteq è quello di cliccare sulle piccole immagini di cartella alla destra di All instruments e All banks. La cartella Pianoteq contiene due sottocartelle:

  • Addons: dove salvare gli strumenti extra forniti come file con estensione .ptq,
  • Presets: dove salvare i banchi definiti dall’utente. Ogni bank è esso stesso una cartella che contiene i preset con estensione .fxp.

3.4.3. Importare i file fxp

Esistono due modi per importare i file fxp:

  • Cliccare sul il file e trascinarlo sull’interfaccia di Pianoteq,
  • Copiare il file nella cartella appropriata.

3.4.3.1. Salvare i preset

Dopo aver creato il proprio preset, lo si può salvare semplicemente facendo click sul pulsante save; una finestra a comparsa chiederà il nome da dare al preset e un nome del bank (il bank predefinito è My Presets). Ogni volta che si clicca nuovamente sul pulsante save, i nuovi valori verranno sovrascritti nello stesso preset. È possibile recuperare le copie di sicurezza con un clic destro sul nome del preset (se ce ne sono).

3.4.4. Assegnare un parametro ad un controller MIDI

I parametri di Pianoteq possono essere assegnati ai controller MIDI come quelli che si trovano su una tastiera di controllo (ed es. masterkeyboard – ndr). Selezionare lo slider del parametro che si desidera assegnare (click destro sullo slider e fare click su MIDI ► Assign MIDI Control) e sulla tastiera di controllo muovere il controller MIDI (knob, slider) che si è scelto per questo parametro. Pianoteq assegnerà automaticamente il parametro al controller. Possibilità più sofisticate vengono messe a disposizione nella sezione Options ► MIDI.

Si può assegnare qualsiasi controller MIDI, eccettuati i seguenti: i controller 6, 38, 96-101 sono utilizzati per i parametri MIDI RPN e NRPN; i controller da 120 a 127 vengono riservati per diverse operazioni di reset (all notes off etc.); i controller da 32 a 63 sono riservati per i controller di precisione a 14-bit.

3.4.5. Controlli dello strumento

La seguente tabella riassume i controlli principali di Pianoteq che sono associati alle caratteristiche dello strumento e che verranno discusse nelle prossime sezioni.

Caratteristica Controllo Azione
Intonazione Diapason Modifica la frequenza del La (sotto il Do centrale)
Accordatura Temperament Scelta tra i temperamenti standard
" Unison width Variazione di frequenza all’interno di ogni unisono (gruppo di tre corde)
" Octave stretching Stiramento delle ottave
Lunghezza del suono Direct sound duration Modifica la durata del suono diretto
" Soundboard mechanical impedance Modifica la durata del suono globale: aumentando l’impedenza si ottengono suoni più lunghi
Timbro Spectrum profile Modifica l’intensità individuale delle prime otto armoniche
" Hammer noise Modifica il livello del rumore del martelletto
" Strike point Cambia il livello delle armoniche
" Soundboard cut-off frequency Aumenta la frequenza di cut-off arricchendo le frequenze alte di ogni tono
" Soundboard Q factor Aumenta il fattore Q accorciando la durata delle frequenze alte
" String length Controlla "l’acidità" del suono (inarmonicità)
" Attack Envelope Imposta il tempo necessario affinché il segnale salga da un'ampiezza da 0 a 100%
Brillantezza Hammer hardness Aumenta le alte frequenze: più duro il martelletto e più brillante il suono
Risonanza Sympathetic resonance Controlla la quantità delle risonanze simpatiche di tutte le corde (l’arpa)
" Duplex scale resonance Controlla la quantità delle risonanze della scala Duplex (parti di corde non smorzate)
Attenzione
quando si regolano i parametri a valori estremi, si possono creare strumenti aventi proprietà insolite o addirittura irrealistiche. Di conseguenza si possono creare suoni che non corrispondono agli strumenti noti.

Infine, lo slider Condition consente di modificare lo stato dello strumento, da appena accordato a completamente logoro. Facendo clic destro su questo slider e cambiando il parametro Random seed si potranno ottenere tantissime varianti.

condition


3.5. Morphing e Layering

Gli strumenti VibraDrum, CimbaHarp o GlockenTines di sicuro non esistono. Tuttavia questi sono tre dei tanti strumenti che è possibile creare con il Morphing acustico introdotto in Pianoteq 7 (Standard e PRO). Questa nuova tecnologia gestisce il morphing a livello di modellazione fisica, fornendo una straordinaria autenticità acustica a strumenti che non sono mai esistiti. Il timbro dello strumento ibrido che si può creare è quello di uno strumento acustico immaginario i cui parametri fisici si trovano da qualche parte tra quelli degli strumenti da cui avete iniziato a costruire il morphing.

La funzione Layering consente di combinare diversi strumenti, ad esempio suonando l'Arpa nella gamma bassa, il Vibraphone nella gamma superiore e mescolando entrambi insieme nella gamma media. Quando si sovrapporranno strumenti, è possibile che siano disponibili due parametri di particolare interesse: Volume e Attack Envelope. Entrambi possono essere modificati nota per nota in Pianoteq Standard e PRO. Il volume può essere utilizzato per dividere gli strumenti in diversi intervalli di tastiera e l'Attack Envelope può essere utilizzato per mescolare uno strumento con un particolare attacco che si desidera enfatizzare, con un altro il cui attacco è stato indebolito tramite il parametro Attack Envelope.

La differenza tra Morphing e Layering è che in quest'ultimo i due suoni sono mescolati insieme a un dato rapporto (come se si stessero eseguendo diverse istanze di Pianoteq), mentre in Morphing lo strumento Physics stesso viene trasformato in un dato rapporto, fornendo un singolo strumento con parametri fisici intermedi.

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Un clic sul pulsante Morph / Layers consente di accedere al pannello Morphing/Layers. Una volta cliccato su Morphing, sarai in grado di selezionare gli strumenti che vuoi trasformare nella tua "ricetta", i valori di ogni "ingrediente" visualizzato nella colonna sinistra; oppure potrai lasciare che il pulsante Random (casuale) scelga per te.

morphing_vibradrum

  • Il cursore Morphing a sinistra controlla la quantità di morphing per ogni ingrediente della ricetta. Se lo si assegna a un controller MIDI (fare clic con il pulsante destro del mouse), ad esempio incluso in un file MIDI tramite la cosiddetta automazione, l'importo di morphing degli strumenti seguirà l'automazione. Cliccando sul pulsante Stop si fermerà l'applicazione automatica della ricetta di morphing.
  • Il pulsante Flatten unisce tutti gli strumenti della ricetta in un unico strumento indipendente.
  • Il tasto Freeze consente di selezionare i parametri che non devono essere trasformati: vengono "congelati". Alcuni di essi sono bloccati per impostazione predefinita: ad esempio assegnazioni di Effects, Limiter o Pedal (che non sono parametri fisici appropriati) e impostazioni di Output (non ha senso trasformare una configurazione a due microfoni con una configurazione a tre microfoni).
  • Il tasto Smooth x2 evita tutti i problemi che possono verificarsi durante un'operazione di morphing, ma aumenta l'utilizzo della CPU.
  • I pulsanti Mute e Solo M e S consentono di silenziare o ascoltare singolarmente ogni ingrediente della ricetta.
  • Il tasto Modifica consente di modificare singolarmente ogni ingrediente della ricetta, ed è inoltre possibile rinominare, salvare o salvare con nome, tramite il menu a discesa.

Facendo clic su Layers anziché su Morphing si accede al pannello Layers, il quale si presenta molto simile al pannello Morphing. L'esempio di cui sopra è facilmente riproducibile impostando sia il volume del Vibraphone nell'intervallo basso, così come il volume dell'Arpa nell'intervallo alto su zero (tramite Note Edit) e mischiandoli/dissolvendoli insieme nell'intervallo intermedio.

morphing_harpvibra

4. Pannello Intonazione

Pianoteq consente di eseguire tutte le operazioni di messa a punto solitamente effettuate da un accordatore di pianoforti. Il pannello Tuning contiene i seguenti controlli:

tuning_panel

4.1. Diapason

La frequenza7 del diapason standard (La al di sotto del Do centrale) è di 440 Hz, tuttavia è possibile portarla su altri valori facendo click su diapason.

[7] La frequenza è il numero di oscillazioni per secondo.

4.2. Temperamento

Il temperamento definisce il modo in cui la scala è intonata. Facendo clic su temperament, si può scegliere tra i seguenti temperamenti (vedere l’appendice)

  • Equal (Equabile): l’intonazione standard
  • Zarlino (circa 1558): talvolta chiamata la "scala del fisico", basata su rapporti numerici semplici: l’ottava (2:1), la terza (5:4) e la quinta (3:2)
  • Pythagore (Pitagorica – IV sec A.C.): basata su rapporti numerici semplici (puri) come la quinta (3:2) eccetto uno (il cosiddetto “diabolus in musica”). Si riesce a percepire qual è?
  • Mesotonic, Well-tempered e Werckmeister III (XVIIème) : temperamenti non equabili utilizzati per la musica barocca
  • Flat (uniforme): il rapporto tra le ottave è strettamente pari a 2, per l'uso in determinate circostanze, ad esempio con i sintetizzatori.

La voce Detune nei menu Diapason e Temperament consente di accedere al pannello Note Edit - Detune, dove è possibile scordare le note dello strumento, nota per nota.

Una caratteristica unica di Pianoteq è che l’intonazione non segue una tabella di frequenza pre-calcolate (tranne per il temperamento uniforme), ma tiene conto della inarmonicità delle corde, allo stesso modo in cui un accordatore farebbe con i pianoforti acustici. Di conseguenza, la consonanza delle note viene migliorata e gli accordi hanno un suono più pieno e più ricco.

Per gli altri temperamenti, è possibile accedere al pannello Advanced Tuning (microaccordatura – ndt) cliccando sul pulsante mu e qui importare i propri file scala8 o mappature della tastiera tramite il menu Temperament e Keyboard Mapping.

advanced_tuning

Quando si riaccorda uno strumento, è possibile scegliere tra due opzioni: String tension o Full rebuild. La modifica della tensione della corda influisce sul timbro dello strumento perché l'inarmonia aumenta quando la tensione diminuisce, mentre la ricostruzione completa ricalibra tutte le corde al fine di fornire lo stesso timbro per un dato tono.

[8] Per maggiori informazioni vedere www.huygens-fokker.org

4.3. Accordatura dell’unisono

Come pochi sapranno, le tre corde all’unisono di ogni pianoforte (le corde percosse da ogni martelletto) non sono intonate esattamente sulla stessa frequenza. Per cambiare il timbro o il colore del suono, un accordatore esperto introduce piccole differenze di intonazione tra queste tre corde.

Sperimentare autonomamente modificando leggermente

  • L’unison width, cioè la differenza tra la frequenza più bassa e più alta prodotta dalle tre corde di una singola nota
  • L’unison balance, che consente di regolare le frequenze intermedie dell’insieme delle tre corde dalla frequenza più bassa (balance = -1) alla più alta (balance = +1); balance = 0 è il valore preimpostato di fabbrica.

unison_balance

4.4. Allungamento dell’ottava

È abbastanza comune allungare le ottave9 in un pianoforte, ma quanto dovrebbero essere allungate? Beh... è principalmente una questione di gusti! Regolate a vostro piacimento modificando Il parametro octave stretching. L’effetto più pronunciato verrà avvertito sulle note del registro alto.

Quando il parametro octave stretching è impostato su 1, l’allungamento segue la naturale inarmonicità delle corde (a seconda della loro lunghezza), quindi c’è ancora un leggero allungamento. Se si desidera che non ci sia alcun allungamento, usare il temperamento flat.

Nel menu Stretch del pannello Advanced Tuning, è possibile trasferire lo stretching (la quantità di scordatura) indotta dalla inarmonicità al parametro Detune, che consente di visualizzare direttamente quella data scordatura nel pannello Note Edit - Detune.

[9] L'intervallo musicale tra due note più vicine con lo stesso nome (ad esempio, La3 e La4) viene chiamato ottava. Il rapporto teorico di frequenza tra queste due note è 2, ma in pratica è leggermente allungato a causa dell’inarmonicità delle corde e delle proprietà dell'orecchio umano (cfr. anche il pannello Design).

4.5. Durata del suono diretto

Una tra le conseguenze di modificare frequenze all'unisono è che si cambia la durata del suono diretto. La stessa cosa accade quando vengono rimodellati i martelletti. Se si preferisce, si può agire direttamente su tale durata cambiando la durata del direct sound.

direct_sound_duration

Rappresentazione del decadimento nel tempo del suono di un pianoforte, scala naturale (a sinistra) e logaritmica (a destra). Decadimento rapido all'inizio (direct sound), lento decadimento dopo (remanent sound).

5. Pannello Voicing (acustico)

Le corde del pianoforte sono percosse da martelletti, piccoli elementi lignei coperti da feltro duro. Per un accordatore, l’accordatura consiste nel "plasmare" il suono in base al gusto del pianista. Questo si ottiene lavorando sul martelletto di feltro, dandogli la forma, la durezza e l’elasticità desiderati.

Pianoteq permette di effettuare la stessa operazione di accordatura. Il pannello voicing mette a disposizione i seguenti controlli:

voicing_panel

5.1. Durezza del martelletto

Qui si può scegliere la durezza del martelletto (Hammer hardness) a tre diverse velocità:

  • Piano, corrispondente ad una velocità MIDI di 32
  • Mezzo forte, corrispondente ad una velocità MIDI di 64
  • Forte, corrispondente ad una velocità MIDI di 96

Più duro il feltro, più brillante il suono diventa. Naturalmente, più forte si suona, più il feltro dovrebbe essere duro, a meno che non si desiderino provare degli effetti esecutivi speciali.

5.2. Profilo dello spettro

Qui si trovano dei piccoli cursori che permettono di regolare l'intensità individuale delle prime otto armoniche anche chiamate 'overtones' (sezione 8.2). Fate degli esperimenti, aumentando il peso di tutte le fondamentali (la prima armonica si chiama fondamentale) alzando il primo cursore. A seconda della marca del pianoforte, la settima, ottava o nona armonica sono generalmente più deboli rispetto alle altre armoniche: la forza delle armoniche è legata al punto di percussione del martelletto (strike point), definito dal costruttore.

spectrum_profile

Rappresentazione del Tempo, frequenza e tempo-frequenza di una nota, prima e dopo l’accordatura. Qui, tra le altre cose, l’intensità della prima armonica è stata aumentata.

5.3. Rumore del martelletto

Qui si può regolare il rumore del martelletto (Hammer noise), cioè l’intensità del suono della percussione del martelletto. Con un rumore forte del martelletto si avrà l’impressione di essere vicini al pianoforte.

5.4. punto di impatto

Il cursore Strike point permette di scegliere la posizione in cui la corda – o la lamella per gli strumenti a percussione - viene colpita dal martelletto o dalla bacchetta. Una speciale caratteristica di umanizzazione permette al punto di impatto di variare come se fosse suonato da un musicista vero. Questa caratteristica è particolarmente utile per gli strumenti cromatici a percussione. Click destro sul cursore Strike point e selezionare Humanize. È possibile regolare l'intervallo della variazione casuale su entrambi i lati del punto d’impatto medio.

humanize

5.5. Pedale una corda

Qui si può regolare il livello di attenuazione del pedale una corda, chiamato anche soft pedal. A dispetto del suo nome, il pedale una corda consente al martelletto di percuotere le tre corde, ma con una parte più morbida del martelletto in feltro.

6. Pannello Voicing (el-acustico)

Le sorgenti di tono (reed, tine, bar) di un pianoforte elettro-acustico sono percosse con dei martelletti o bacchette la cui durezza può variare, a seconda del materiale utilizzato. Anche qui, come per pianoforti acustici, Pianoteq fornisce un pannello di voicing che offre i seguenti parametri:

voicing_elec_panel

Hammer hardness, spectrum profile e hammer noise (durezza del martelletto, profilo dello spettro e rumore del martelletto – ndt) funzionano allo stesso modo degli strumenti acustici.

6.1. Simmetria del pickup

In un pianoforte elettro-acustico, il pickup in posizione di riposo non è esattamente di fronte alla sorgente di tono. Quando è esattamente di fronte, a causa della simmetria del dispositivo, la nota salta ad un’ottava superiore al tono normale. Spostando il cursore Pickup symmetry da sinistra a destra si fa muovere il pickup da una posizione asimmetrica ad una posizione simmetrica, fornendo così una vasta gamma di timbri.

rhody

6.2. Distanza del pickup

Il cursore Pickup distance imposta la distanza tra la sorgente di tono e il pickup. Quando il pickup viene spostato più vicino alla sorgente di tono, il suono diventa più distorta e aumenta la variazione timbrica tra i suoni deboli e forti.

7. Pannello Voicing (clavinet)

Il clavinet funziona in modo molto simile al clavicordo. Quando il tasto viene premuto, un tacchetto in gomma colpisce la corda e la preme sull’incudine. Contiene due serie di pickup, posizionati al di sopra e al di sotto delle corde, e di solito è amplificato elettronicamente.

voicing_clavi_panel

Il pannello di voicing del clavinet permette di scegliere tra quattro impostazioni standard dei pickup:

  • A-C : Lower pickup (pickup inferiore)
  • B-C: Upper pickup (pickup superiore)
  • A-D: Entrambi i pickup
  • B-D: Entrambi i pickup ma fuori fase.

Inoltre, permette di effettuare continui cambiamenti tra queste quattro impostazioni facendo clic destro sui due tasti CD/AB.

Sono inoltre presenti quattro tasti i quali permettono di cambiare il colore del suono (abbreviati in Bright, Treble, Medium, Soft)

Hammer hardness, spectrum profile e hammer noise (durezza del martelletto, profilo dello spettro e rumore del martelletto) funzionano allo stesso modo degli strumenti acustici.

8. Pannello Design (acustico)

Questo pannello mette a disposizione i controlli sui parametri di proiezione del pianoforte come la lunghezza della corda o le caratteristiche della tavola armonica (la tavola armonica è la tavola di legno che trasmette le vibrazioni delle corde all'aria).

design_panel

8.1. Tavola armonica

In un pianoforte vero non è consentito modificare l’impedenza meccanica della tavola armonica10. Con Pianoteq, questo diventa molto facile: ed è solo uno dei parametri di proiezione. Si possono controllare:

  • L'impedenza (Soundboard Impedance) meccanica della tavola armonica: maggiore è l’impedenza e più lungo diverrà il suono.
  • La frequenza di taglio (Cutoff) della tavola armonica: più alta viene impostata questa frequenza, più armonche saranno presenti.
  • Il fattore Q (Q factor) della tavola armonica: più grande è questo fattore, più velocemente diminuiranno le armoniche alte

[10] Cioè, come la tavola armonica resiste alla vibrazione delle corde, e così amplifica il suono.

8.2. Lunghezza della corda

Ogni nota di pianoforte produce un suono complesso, composto prevalentemente da armoniche con frequenze approssimative f, 2f, 3f... dove f denota la frequenza fondamentale.

Un parametro che influisce notevolmente sul timbro (e l’intonazione) è la cosiddetta inarmonicità: più le corde sono inarmoniche, più le frequenze armoniche di ogni corda si allontanano dai loro valori teorici f, 2f, 3f... e più il suono di pianoforte assomiglierà ad una campana.

L’inarmonicità decresce molto rapidamente con la lunghezza della corda. Sperimentare modificando la lunghezza della corda (String length). La differenza sarà maggiormente evidente nel registro basso. È possibile scegliere un pianoforte lungo fino a 10 metri! Con una dimensione simile, non c’è quasi alcuna inarmonicità. Si dice che il sogno dei produttori di pianoforti sia quello di produrre strumenti privi di inarmonicità...

8.3. Risonanza simpatica

Il parametro Sympathetic resonance controlla il peso delle risonanze simpatiche delle corde. Viene utilizzato, ad esempio, nel famoso pezzo di Béla Bartók Mikrokosmos. Le risonanze simpatiche dipendono dalla posizione di ogni singolo smorzatore, e di conseguenza dalla posizione del pedale di sustain: sono più lunghe quando il pedale è abbassato, perché gli smorzatori non toccano le corde.

Sperimentare premendo alcuni tasti molto lentamente cosicché non producano alcun suono, e poi senza abbassare il pedale di sustain, suonare alcune note in modo staccato. Si sente la risonanza introdotta nelle prime note premute. Se si rilasciano queste note, il suono si fermerà.

È anche possibile fare l'esperimento "opposto". Suonare una nota forte e tenerla premuta, suonarne un’altra pianissimo e rilasciare la prima nota: essa continua a risuonare nella seconda nota.

8.4. Scala duplex

Il parametro Duplex scale (scala Duplex) controlla l’intensità della risonanza della scala Duplex, da quelle parti di corda non smorzate che si collocano tra caviglie e telaio (scala anteriore) e tra il ponte e il telaio (scala posteriore). Questa invenzione fu brevettata nel 1872 da Steinway (che si consultò con il fisico Hermann von Helmholtz) e arricchisce il contenuto armonico delle note.

8.5. Blooming

I parametri Blooming, progettati inizialmente per le steel drums, possono essere utilizzati anche per altri strumenti, consentendo di creare nuove sonorità. L'effetto blooming che caratterizza il timbro dei tamburi d'acciaio nasce dalla non linearità della risposta meccanica delle lamiere sottili. Durante l'attacco, parte dell’energia viene trasferita dalle armoniche basse verso quelle alte, producendo un suono “boiinng”. Due parametri controllano questo effetto:

  • Il parametro blooming energy controlla la quantità di energia meccanica che viene trasferita dalle armoniche basse verso quelle alte.
  • Il parametro blooming inertia controlla quanto velocemente viene trasferita l’energia: più alta è l’inerzia, più tempo ci vuole perché venga trasferita.

blooming

9. Pannello Design (el-acustico)

In alcuni pianoforti elettro-acustici le lamelle, che fanno da risonatori, producono un rumore caratteristico quando sono colpite dal martelletto o stoppate dallo smorzatore. Nel pacchetto Pianoteq Electric Piano Vintage Tines MKI e Vintage Tines MKII, questi due rumori possono essere controllati separatamente dai parametri Tine noise hammer e Tine noise damper.

design_elec_panel

I parametri di impedenza e risonanza simpatica funzionano esattamente come quelli della versione acustica.

E anche qui il parametro Blooming, inizialmente implementato per gli steel drums, può essere usato per creare sonorita particolari. Provate ad ascoltare il preset MKI Blooming Grit.

blooming

10. Pannello velocity

Sul lato sinistro della sezione Audio Engineering, è possibile trovare una curva di controllo della velocità, che consente di regolare Pianoteq alla tastiera di controllo. È possibile aggiungere o rimuovere i punti di controllo (doppio clic per rimuovere) e modificare la curva spostandoli con il mouse. Il menu in alto consente di regolare separatamente Velocity, Note-off, Pedal e Aftertouch (velocità, nota-off, pedale, aftertouch – ndt).

Cliccando con il tasto destro sul grafico della velocity si apre un menu in cui è possibile selezionare e gestire i preset di velocity.

velocity_panel

Il pulsante calibration apre il Keyboard calibration assistant (assistente alla calibrazione della tastiera) il quale permetterà di regolare Pianoteq con la tua tastiera e il tuo pedale e adattarlo quindi al tuo stile. Consigliamo di seguire questa procedura almeno una volta. Vedi anche il tutorial 13.4.

Il pulsante reset riporta la curva di velocità visualizzata al suo valore predefinito.

Quando attivato, il tasto G permette di impostare una curva velocity globale la quale andrà a sostituire le singole curve di ogni preset.

Se la tastiera non è dotata di Aftertouch, sarà comunque possibile provare l’ Aftertouch di Pianoteq cliccando con il mouse sulla sua tastiera grafica e trascinando il cursore verticalmente sopra i tasti.

11. Pannello Output

output

Nella parte centrale della sezione Audio Engineering si trovano:

  • Un menu che consente di scegliere tra quattro modalità di registrazione: Stereophonic, Monophonic, Sound Recording e Binaural (stereofonico, monofonico, registrazione del suono e binaurale). La modalità Sound Recording consente di impostare la posizione del microfono per gli strumenti acustici. La modalità binaurale incorpora un modello della testa ed è principalmente destinata all’uso con le cuffie. La modalità stereofonica e monofonica sono utilizzate con strumenti elettro-acustici e permettono anche la compatibilità con le versioni precedenti di Pianoteq. Fate clic su save as per salvare le impostazioni relative ai microfoni.
  • Un misuratore di volume VU, dotato di limiter (limitatore) che può essere attivato/disattivato con un semplice click. Riducendo le ampiezze elevate, il limiter è destinato ad evitare i rumori indesiderati (crack - ndr) che potrebbero verificarsi se l’ampiezza è eccessiva (in questo caso si accende il led di sovraccarico sulla destra del misuratore di volume VU).
  • Il Volume del suono. È possibile regolarlo nota per nota attraverso un doppio click sul cursore.
  • La dinamica (Dynamics) del suono, che controlla il livello di intensità tra il pianissimo ed il fortissimo. Dal momento che viene applicata ad ogni nota, può essere vista come un compressore ideale che consente di regolare le dinamiche senza alcuna distorsione. In particolare, l'attacco e il decadimento delle singole note non vengono modificati.
  • Undici tipologie di pedali possono essere assegnati ai quattro pedali dell’interfaccia utente (per ogni pedale è possibile cambiare l’assegnazione predefinita facendo su di esso click con il tasto destro):

11.1. Pedale

pedals

Ecco la lista degli undici pedali utilizzabili:

  • Pedale Una Corda, chiamato anche soft pedal. Sposta la meccanica del pianoforte verso destra (sui pianoforti a coda), cosicché i martelletti colpiscano le corde in modo diverso, cambiando il timbro delle note,
  • Celeste Pedal, chiamato anche moderatore, dove una striscia di feltro si interpone tra martelli e corde, creando un suono più morbido. Questo pedale si trova di solito nei pianoforti verticali, in alcuni dei primi pianoforti e in alcuni pianoforti a coda, come ad esempio lo Steingraeber. Una volta selezionato questo pedale nell'interfaccia, un clic destro sul pedale consentirà di regolare lo spessore del feltro. Spuntando la casella Reverse the celeste pedal si attiverà il pedale senza la necessità di premerlo.

celeste

  • Pedale Mozart Rail, riduce la profondità del tasto e la distanza dal martello alla corda per un suono più dolce.
  • Pedale Harmonic (armonico), consente di suonare staccato mentre si fa proseguire l’effetto della risonanza data dal pedale di sustain (forte),
  • Pedale del Sostenuto, consente di mantenere alcune note dopo il rilascio senza abbassare il pedale di sustain. Premere alcune note, premere il pedale Sostenuto, rilasciare i tasti ed il suono delle note proseguirà fino a quando il pedale del Sostenuto rimarrà abbassato. Selezionare Ignore the sustain pedal se non si desidera che il pedale del Sostenuto catturi i damper sollevati dal pedale del sustain.

sostenuto_ignore_sustain

  • Pedale del Super Sostenuto, dove le note tenute dal pedale sostenuto possono essere risuonate staccato, cosa non possibile con un pianoforte "vero".
  • Pedale del Sustain il quale solleva gli smorzatori consentendo alle corde di vibrare dopo che i tasti sono stati rilasciati. Essendo progressivo, consente il cosiddetto "pedale parziale"11,
  • Pedale Rattle (sferragliamento - ndt) detto anche pedale fagotto, il quale faceva parte di certi pianoforti storici come, ad esempio, il Besendorfer della collezione Kremsegg. Un pezzo di pergamena viene in contatto con le corde per creare un rumore simile ad un ronzio, il quale ricorda il suono del fagotto,
  • Pedale Buff Stop, dove una barra di legno ricoperta di pelle o feltro viene premuta contro le corde, ammorbidendo e accorciando il suono. Può essere trovato in alcuni clavicembali e pianoforti storici. Su un vero clavicembalo, il buff stop generalmente agisce solo su un registro, lasciando intatti gli altri. In Pianoteq, è possibile selezionare quali registri sono interessati dal pedale Buff Stop. Ciò può essere fatto facendo clic destro sui pulsanti del registro (L8', U8', 4'), i quali forniscono inoltre accesso al livello e alla scordatura di ciascun registro:

buff_stop_pedal

  • Pedale Glissando, il quale produce un attacco più morbido, come quando si suona un glissando sull'arpa.
  • Pedale Pinch Harmonic, produce delle armoniche toccando brevemente la corda in un punto specifico su una corda che già sta vibrando. Conosciuto anche dagli arpisti come flageolet.

[11] Se quando viene usato il pedale di sustain la progressione MIDI offerta dalla tastiera di controllo è sufficientemente fine.

11.2. Modello fisico della radiazione sonora

Gli strumenti di Pianoteq sono basati sul modello fisico della tavola armonica e la sua radiazione. Esso simula il campo acustico generato dallo strumento, e quindi consente di posizionare i microfoni ovunque intorno al pianoforte, o appena sopra la tavola armonica, o anche sotto il pianoforte se si desidera. La pressione acustica ed il gradiente di pressione vengono misurati nel punto in cui viene posizionato il microfono, il che consente di simulare tanto i microfoni omnidirezionali quanto quelli direzionali.

micros

Viene messo a disposizione anche un modello di testa: in questo caso un trattamento aggiuntivo viene applicato alla pressione sonora registrata dalle orecchie dell’ascoltatore. Può fornire un maggiore realismo quando si ascolta con le cuffie.

11.3. Modalità Sound Recording

Una volta scelta la modalità Sound Recording (modalità di registrazione del suono – ndt), si apre la finestra microfono (sarà possibile separare la finestra del microfono passando il mouse sopra l’area del microfono e trascinandola con il mouse). Poi si può trascinare il microfono in qualsiasi posizione attorno allo strumento e scegliere la sua direzione.

11.3.1. Microfoni e tecniche microfoniche

Sono disponibili numerosi tipi di microfoni virtuali, come omnidirezionali, cardiodi e figura ad 8, da scegliere tra una gamma di marchi di microfono ben noti: U87 (omni, cardio e fig8), DPA-4006-4007-4011-4041, C414 (omni, cardio e fig8), CMC6-MK2-MK4, SF-12-24, R84, così come due microfoni "perfetti" (catturano il campo acustico generato dal modello senza alcuna distorsione): perfect-omni e perfect-fig8.

mic_photos_md

Quando viene selezionata la Proximity effect compensation (compensazione dell’effetto di prossimità – ndt) viene introdotto un algoritmo di compensazione automatico che evita l’incremento della risposta delle frequenze basse quando il microfono è vicino alla tavola armonica.

mic_list_md

Per rendere maggiormente agevole lo spostamento di più microfoni contemporaneamente, questi si possono collegare tra loro, sia con il comando Link to che si trova nel menu microphones, sia facendo doppio click tra i microfoni che si desiderano collegare. In seguito si possono muovere, ruotare assieme e regolare la loro reciproca distanza.

micros_link

Facendo click con il tasto destro nell’area dei microfoni si può salvare l’impostazione dei microfoni come Mic. Preset e caricare quelli creati.

Qui ci sono alcune tecniche classiche di microfonazione:

  • Tecnica AB. Due microfoni omnidirezionali vengono posizionati approssimativamente a 50 cm (19”) l’uno dall’altro. In Pianoteq la tecnica viene definita BA quando i canali sinistro/destro vengono invertiti.
  • Tecnica XY. Due microfoni a cardioide vengono posizionati il più vicino possibile e l’uno di fronte all’altro con un angolo compreso tra 90° e 135°.
  • ORTF Technique. Due microfoni a cardioide vengono posizionati circa a 17 cm (7”) l’uno dall’altro (distanza tra i padiglioni auricolari) e l’uno di fronte all’altro con un angolo di 110°.
  • Tecnica MS. Un microfono unidirezionale (M) ed un microfono con figura a 8 (S) vengono posizionati quanto più vicino possibile e l’uno di fronte all’altro con un angolo di 90°. L’uscita utilizzata nei canali destro e sinistro è quindi M+S e M-S.

mic_config

11.3.2. Mix table

La tabella mix permette di miscelare i microfoni nei diversi canali di uscita. Per ogni microfono e canale attivi si possono regolare il volume ed il delay (ritardo – ndt) facendo click nella cella corrispondente (click con tasto destro apre il menu popup). La polarità è invertita quando Reversed polarity = 1. Quali canali saranno attivi dipende dalla configurazione audio.

mix_table

11.3.3. Compensazione

La compensazione del livello e compensazione del ritardo (Level e Delay) quando attive controbilanciano rispettivamente il livello ed il ritardo per ciascuna linea che collega un microfono ad un canale. Quando non attive, si sente il suono puro dei microfoni: il volume diminuisce con la distanza dal pianoforte, mentre il ritardo aumenta. In entrambi i casi, il livello e il ritardo che si regola nella tabella mix sono relativi alla configurazione scelta.

compensation

11.3.4. Ampiezza stereofonica e velocità del suono

Altri due parametri possono essere regolati nella modalità sound recording:

  • Ampiezza stereofonica (Stereo width). Questo parametro consente di estendere o restringere l’immagine stereofonica dello strumento.
  • Velocità del suono (Sound speed) Dal momento che questo parametro era presente durante lo sviluppo del modello, si è scelto di renderlo disponibile. Il suo effetto equivale a modificare l’unità di tempo. Modifica il tempo di percorrenza delle onde sonore nell'aria.

stereo_width

11.3.5. Posizione del coperchio

Il coperchio (lid) può essere alzato o abbassato. Passate il mouse sul bordo superiore del coperchio e trascinate il coperchio per sollevarlo o abbassarlo. Questa funzione viene visualizzata nello stesso pannello della posizione del microfono perché è parte del modello di radiazione acustica ed influenza quindi direttamente le onde sonore catturate dai microfoni.

lid

11.3.6. Modalità binaurale

Se la modalità binaurale è stata selezionata (Binaural mode) è possibile scegliere la posizione dell’ascoltatore rispetto al pianoforte. La modalità Binaurale utilizza la modellazione fisica di una testa artificiale. È possibile ruotare la testa in qualsiasi direzione, oltre che aumentarne la sua dimensione.

panel_head

11.3.7. Posizionamento dei microfoni

Come è ben noto tra fonici, la posizione del microfono ha un effetto incredibile sul suono risultante del pianoforte: per alcune posizioni, il suono è ben bilanciato dalle basse alle alte frequenze, mentre altre posizioni portano a un suono fortemente colorato. Ci potrebbero essere luoghi in cui alcune frequenze mancano quasi completamente (nodi di onda), e anche la posizione migliore è ben lontana dal rendere una risposta perfettamente piatta: la registrazione porta sempre con sé un certo colore aggiuntivo, che rende registrare il suono una vera e propria arte.

Il seguente grafico dà un'idea di come una risposta piu o meno lineare possa variare con la posizione: più basso è il punto della superficie, più lineare diventa la risposta.

flatness

12. Dall’action agli effects

Tramite il pannello in basso a destra si accede alle impostazioni della meccanica (Action), rimbalzo del martelletto (Mallet Bounce), equalizzatore Equalizer ed effetti (Effects). I pulsanti sottostanti forniscono una scorciatoia per abilitare/disabilitare gli effetti scelti ed il riverbero.

action2effects

12.1. Meccanica (Action)

Qui si possono regolare numerose parti della meccanica del pianoforte:

  • posizione dello smorzatore (Damper position). Quando una nota viene rilasciata, lo smorzatore ricade sulle corde ed ogni armonica decade più o meno rapidamente a seconda della posizione dello smorzatore. È particolarmente evidente nelle note basse quando si usano pedali parziali (ed anche con tastiere che inviano velocità variabili del rilascio del tasto,
  • Durata dell’attenuazione (Damping duration) efficienza dello smorzatore,
  • Last damper: tutti i tasti con numero di nota MIDI più grande di questo valore non hanno smorzatori,
  • Mute: fa in modo che gli smorzatori premano più o meno contro le corde,
  • Key release noise: rumore del rilascio del tasto,
  • Sustain pedal noise: rumore che avviene quando tutti gli smorzatori si alzano assieme, così come quando ricadono.

action

12.2. Rimbalzo del martelletto (Mallet bounce)

Questa caratteristica è particolarmente interessante per percussione, compreso il cimbalom.

malletbounce

È possibile regolare il modo in cui il martelletto colpisce la lamella (o le corde del cimbalom):

  • Ritardo iniziale (Initial delay): regola il ritardo del colpo iniziale,
  • Sensibilità alla velocity (Velocity sensitivity): più elevata è la sensibilità e più lunghi saranno i primi rmbalzi ad alta velocity (viene aumentata l’altezza da cui parte il martelletto),
  • Perdita di ritardo (Delay loss): regola la quantità della perdita di ritardo tra un colpo e quello successivo,
  • Perdita di velocity (Velocity loss): regola la quantità della perdita di velocity tra un colpo e quello successivo,
  • Umanizzazione (Humanization): regola la variazione casuale di tutti questi parametri.

12.3. Equalizzatore

Per impostazione predefinita (Main selezionato), contrariamente all'effetto EQ3 (Sezione 12.4), questo EQUALIZER (equalizzatore) funziona nella fase di pre-elaborazione (modificando il modello prima di calcolare il suono). Il fatto che funzioni in fase di pre-elaborazione permette la compensazione automatica del volume: per esempio, quando si aumenta lo spettro medio, in ogni nota aumenteranno le frequenze medie, conservando un bilanciamento naturale su tutta la tastiera. In altre parole, le note intermedie non diventeranno improvvisamente più forti rispetto alle altre. Un altro vantaggio della pre-elaborazione è che permette un cambiamento molto fine della curva di equalizzazione, a differenza di un equalizzatore standard a 3 bande. È possibile aggiungere (click) o rimuovere (doppio click) punti di controllo e modificare la curva trascinandoli con il mouse.

equalizer

Altre due caratteristiche, Res Eq e Res Dur, consentono rispettivamente l'equalizzazione delle risonanze e la modifica della loro durata.

12.4. Effetti

effects

Il pannello degli effetti consente di concatenare tre effetti diversi, i quali, volendo, possono essere disattivati. Il menu degli effetti permette di scegliere tra i seguenti effetti: Tremolo, Wah, Chorus, Phaser, Fuzz, Flanger, Delay, Amp, Comp, EQ3. Il guadagno Gain viene applicato dopo gli effetti e agisce proprio come il Volume che troviamo nell'interfaccia principale.

I parametri seguenti sono condivisi tra i vari effetti:

  • Ritardo (Delay): la lunghezza della linea di ritardo in millisecondi,
  • Profondità (Depth) : la variazione di intensità nell’effetto in dB,
  • Ritorno (Feedback) : la percentuale del ritorno di segnale nell’effetto delay,
  • Mix : il rapporto tra l’effetto ed il suono non processato,
  • Switch Mono : cambia l’effetto da monofonico a stereofonico,
  • Rate : frequenza dell’oscillatore che modula l’effetto,
  • Stereo : compensazione di fase tra oscillatori stereofonici,
  • Switch Sync : il suo menù consente di sincronizzare l’effetto al tempo (metronomico – ndr),
  • Tone : semplice controllo di tono per il segnale ritardato.

tremolo

Nell'effetto Tremolo è possibile controllare la forma del relativo LFO trascinando il mouse orizzontalmente e verticalmente sulla curva Shape.

Nell’effetto Wah, lo stesso slider Wah controlla direttamente l’effetto wah-wah (click destro su di esso e click su MIDI per assegnarlo ad un controller MIDI). Nel modo Auto-Wah, il Wah è modulato dall’ampiezza del suono. Controlli specifici dell’effetto Wah:

  • Sensitivity: Auto-Wah è disabilitato quando lo slider si trova all’estrema sinistra. Più lo si sposta verso destra, minore sarà l’ampiezza che inizia ad attivare l’effetto Wah.
  • Depth: controlla il limite superiore dello spostamento di frequenza per il filtro wah-wah.

wah_wah

Analogamente, nell'effetto Phaser, il cursore Phasing è il controller diretto dell'effetto phaser. Controller phaser specifico: Intensity: la larghezza di frequenza varia da 0% a 100%.

phaser

L’effetto Amp, simula un amplificatore dotato dei seguenti controlli:

  • Mix : il rapporto tra l’effetto ed il segnale non processato,
  • Drive : quantità di distorsione introdotta nel segnale,
  • Bass : enfatizzazione delle frequenze basse,
  • Midrange : enfatizzazione delle frequenze medie,
  • Treble : enfatizzazione delle frequenze alte.

amp

L’effetto Comp, simula un compressore standard dotato dei seguenti controlli:

  • Ratio: proporzione del guadagno ingresso/uscita al di sopra della soglia impostata,
  • Attack: il tempo impiegato dal compressore per ridurre il guadagno quando il segnale supera il livello di soglia assegnato,
  • Release: il tempo impiegato dal compressore per ripristinare il guadagno originale una volta che il segnale va al di sotto del livello di soglia assegnato,
  • Threshold: il livello superato il quale il compressore comincia a ridurre il guadagno,
  • Gain : il guadagno del livello globale dopo la compressione.

compressor

L'effetto EQ3 è un semplice equalizzatore parametrico a 3 bande. Trascinando i cursori sull'interfaccia cambierà la frequenza di taglio e il guadagno di ciascuna banda. Premendo il tasto 'maiuscolo' durante il trascinamento cambierà il fattore Q di ogni banda.

EQ3

12.5. Riverberazione

Una nuova unità di riverbero a convoluzione simula ambienti acustici che vanno dallo studio di registrazione fino a riverberazioni molto lunghe come la Cattedrale o il Taj Mahal. Comprende altri tipi di riverbero come Plate (riverbero a piastra – ndt), Spring (riverbero a molla – ndt), Speakers (altoparlanti – ndt), Broceliande (foresta – ndt)... In PIANOTEQ STANDARD o PIANOTEQ PRO si possono anche caricare i propri impulsi di riverbero tramite Load WAV impulse... nel menu reverb.

La riverberazione è controllata dai seguenti parametri:

  • Mix: il livello relativo in dB tra suono riverberato e suono diretto,
  • Duration: la lunghezza del suono riverberato,
  • Room size (dimensione dell’ambiente): Da 5 a 50 m,
  • Pre-delay: il tempo che intercorre tra il suono diretto e il suono riverberato,
  • Tone: equalizzatore che interessa solo il suono riflesso, più scuro a sinistra, più brillante a destra,
  • Tail / Early reflections: il livello relativo in dB tra le prime riflessioni e la coda del riverbero.

reverb

13. Pratica

E ora, un paio di tutorial per aiutarvi a capire come funziona Pianoteq. Impareremo parametri che influenzano il suono. È importante notare che Pianoteq consente anche di produrre nuovi suoni che non potrebbero mai essere ottenuti da uno strumento reale.

13.1. Tutorial 1: Intonazione

Qual è la differenza tra un pianoforte "normale" e un pianoforte honky tonk? La differenza maggiore consiste nell’intonazione degli unisoni. Ogni nota ha tre corde, tranne che nella gamma bassa. Il suono honky tonk deriva dal fatto che queste tre corde non sono tra loro intonate: non producono le stesse frequenze. È possibile ottenere questo effetto spostando il cursore unison width verso destra nel pannello Tuning:

unison_tuto1

Tuttavia, avere le tre corde perfettamente intonate, non è per forza la condizione migliore. Se si sposta il cursore completamente a sinistra, le tre frequenze di ogni unisono corrisponderanno quasi perfettamente, ma ci si accorgerà che il timbro diventa poco interessante. Suona troppo "pulito"; gli manca vita. Quindi, come dovrebbe essere accordato? Non c'è una verità universale per tale materia estetica. Ecco perché Pianoteq, per la prima volta in un pianoforte digitale, consente di regolare l’accordatura dell'unisono a seconda del proprio gusto!

Quando si modifica l’unison width si potrebbe trovare interessante cambiare anche la Direct sound duration, riducendola se è stata ridotta l’unison width e viceversa. Si osservi che più le corde sono vicine all’unisono perfetto, più il suono diretto decadrà velocemente e più il suono rimanente decadrà con lentezza.

L’intonazione dell’unisono non è l’unica caratteristica che influenza l’intonazione stessa: un altro problema sta in come gli intervalli, cioè il rapporto di frequenza tra due note diverse, vengono intonati. L’intonazione di tutti gli intervalli all'interno di un’ottava si chiama temperamento.

Nel corso degli anni, si sono evoluti molti temperamenti diversi. Quello usato oggi più comunemente è il temperamento equabile, in cui tutti i semitoni sono uguali. Tuttavia, non più di un centinaio d’anni fa, i musicisti utilizzavano molti altri temperamenti, alcuni dei quali si possono scegliere nel menu Temperament. Provate a suonarli. Si potrebbe ritenere che la differenza non è così chiara quando si suonano singole note, ma diventa molto più evidente quando si suonano accordi, alcuni di essi hanno un bel suono consonante, mentre altri hanno un suono abbastanza stridulo.

13.2. Tutorial 2: Accordatura

L’obiettivo principale dell’accordatura di un pianoforte è quella di impostare la brillantezza del suono regolando la durezza dei martelletti. Una musica diversa potrebbe richiedere un’accordatura diversa. Il pannello Voicing contiene tre cursori della durezza dei martelletti. Provare a muovere il cursore Mezzo (mezzoforte – ndt), il quale agisce sulla durezza del martelletto intorno alla velocity MIDI pari a 64. Muovendolo verso sinistra si otterrà un suono più morbido, mentre spostandolo verso destra un suono più brillante:

voicing_normal_bright

Una volta acquisita familiarità con queste modifiche del suono, è possibile provare gli altri due cursori che agiscono rispettivamente a livello del Piano e il livello del Forte. Si potrebbe anche voler sperimentare con l'utilizzo del parametro Hammer noise (rumore del martelletto – ndt) o congiuntamente con l’impostazione della Hammer hardness (durezza del martelletto – ndt). Si può, ad esempio, impostare la Hammer hardness su "molto morbido" (verso sinistra – ndr), ma aumentare il volume del martelletto che colpisce la corda, utilizzando l'impostazione Hammer noise. In altre parole, riducendo la durezza del martelletto non significa che si deve perdere il suono percussivo del martelletto mentre si riduce la brillantezza del suono. D'altra parte, si consiglia di avere martelletti duri per rendere il timbro brillante, ma allo stesso tempo di ridurre il volume del colpo percussivo del martelletto che colpisce le corde.

Un’altra caratteristica è la regolazione del timbro attraverso l’intensità delle armoniche, regolazione che può essere in parte eseguita su un pianoforte vero modellando o punzonando i martelletti:

  • Provate a muovere uno per uno i cursori delle armoniche nello Spectrum profile, iniziando con la prima armonica, chiamata anche fondamentale.
  • Sperimentate aumentando di 15dB l’ottava armonica. Un suono buffo, non è vero?
  • Successivamente, provate una modellazione più generale, alzando o abbassando, le prime tre armoniche :

profile2

L’accordatura non è indipendente dall’intonazione, perciò modellare il suono durante la regolazione dell’intonazione può essere considerato accordatura. Si desidera ottenere un decadimento più lungo? Allora si dovrà:

  • Agire direttamente sull’intonazione riducendo l’Unison width (ampiezza dell’unisono – ndt) nel pannello Tuning,
  • Agire indirettamente sull’intonazione aumentando la durata del suono diretto (Direct sound duration),
  • Agire sul parametro di proiezione aumentando la Soundboard Impedance (impedenza meccanica della tavola armonica – ndt) che si trova nel pannello Design.

13.3. Tutorial 3: proiezione della tavola armonica

L’impedenza della tavola armonica gioca un ruolo fondamentale nella proiezione del pianoforte, Cosa è l'impedenza meccanica della tavola armonica) di un pianoforte? Quando una forza periodica viene applicata alla tavola armonica, il legno oscilla ad una determinata velocità, con la stessa frequenza della forza applicata. La tavola armonica impedisce (resiste) con la sua inerzia, elasticità e resistenza: questa è l’impedenza meccanica, che si rappresenta con un rapporto di forza/velocità.

Tipicamente, un’elevata impedenza porta ad un suono lungo perché l'energia viene trasmessa lentamente solo dalle corde alla tavola armonica, e viceversa. Con un'impedenza elevata si ottengono suoni lunghi ma deboli, mentre con un’impedenza bassa si producono suoni forti, ma brevi. Quindi i produttori di pianoforti devono trovare un compromesso tra livello sonoro e la durata del suono.

Con la soluzione di Pianoteq, si è liberi di amplificare il suono tanto quanto si desidera. Non ci sono più compromessi. È possibile regolare l'impedenza, adattandola alla durata del suono che si desidera:

soundboard1

  • Il primo cursore, Impedance, agisce globalmente sull’impedenza frequenze. Muovendolo verso destra si otterranno suoni più lunghi e viceversa.

L'impedenza meccanica dipende dalla frequenza. L'impedenza è di solito abbastanza alta sotto una certa frequenza chiamata frequenza di taglio (cut-off frequency), oltre la quale scende con una pendenza chiamata fattore Q (Q factor): la velocità con cui l’impedenza è ridotta e quindi la velocità con cui il suono diminuisce in lunghezza. Frequenze più alte decadono più rapidamente di quanto non facciano le basse frequenze. Quindi:

  • Muovendo il secondo cursore, Cutoff, verso destra aumenterà la cut-off frequency (frequenza di taglio – ndt), e cosi aumenterà il numero di armoniche alte che sono lunghe.
  • Muovendo il terzo cursore, Q factor, verso destra aumenterà la pendenza dell’impedenza e quindi diminuirà la durata degli armonici al di sopra della cut-off frequency (frequenza di taglio). Muovendolo verso sinistra permetterà a a queste armoniche di decadere molto lentamente, prolungando il brillante suono iniziale appena dopo l’attacco.

Esempio: se piace enfatizzare il suono delle corde, è possibile ridurre il Q factor. In alternativa è possibile aumentare l’Impedance Impedenza – ndt) o il Cutoff (frequenza di taglio – ndt).

13.4. Tutorial 4: adattare Pianoteq alla propria tastiera

Per i pianisti più esigenti, è della massima importanza adattare nel miglior modo possibile Pianoteq alla propria tastiera.

  • Passo 1. Se la tastiera ha proprie impostazioni di Velocity, scegliere quella che in generale piace di più.
  • Passo 2. Utilizzare l'assistente alla calibratura della tastiera facendo click sul pulsante Calibration che si trova al di sotto della finestra velocity e seguire le istruzioni passo dopo passo.

calibration

  • Passo 3. Se necessario, apportare ulteriori aggiustamenti alla curva di velocity muovendo i nodi di controllo della curva o aggiungendone di nuovi.

13.4.1. Ulteriori aggiustamenti

Alcune ulteriori regolazioni possono essere effettuate a seconda dallo strumento che si sta suonando:

  • Passo 4. Selezionare la dinamica (Dynamics) che si desidera utilizzare, in genere tra 20 dB e 60 dB. Le misurazioni effettuate sui pianoforti acustici mostrano una gamma dinamica di circa 50 dB. Nelle registrazioni di pianoforte, a causa della compressione, la gamma dinamica è spesso molto più ristretta. In Pianoteq, quando si modifica la dinamica, il volume del forte rimane costante mentre le ampiezze inferiori sono elevate o ridotte.

dynamics

  • Passo 5. Scegliere il timbro appropriato quando si suona piano, mezzo forte e forte spostando i cursori corrispondenti nel pannello Voicing.

voicing1

Ora si è pronti per suonare. Si noti che i punti 3 e 5 si possono utilizzare anche per adattare nel miglior modo possibile Pianoteq a un dato file MIDI.

13.5. Tutorial 5: differenze tra profilo di spettro ed equalizzatore

Qual è la differenza tra profilo di spettro (Spectrum profile) [vedasi il tutorial 2] e un equalizzatore? Diamo un'occhiata a un esempio. Aprire il pannello Voicing e impostare le prime due barre dello spettro rispettivamente a +6 dB e +3 dB:

profile2

Che cosa accade al suono? Tutte le note vengono modificate: per ogni nota, la fondamentale è stata aumentata di 6dB e la seconda armonica di 3dB. Il timbro del pianoforte è diventato generalmente più morbido perché le armoniche alte adesso hanno un’ampiezza più bassa, relativa alla fondamentale ed alla seconda armonica.

Attraverso una serie di undo (annullamento delle operazioni - ndt), riportare le barre dello spettro ai loro valori originali. Regolare adesso la curva dell’equalizzatore, incrementandola da 0 dB a 10 dB quando si scende da 200 Hz a 62 Hz:

equalizer

E adesso che cosa accade al suono?

  • Per tutte le note con una fondamentale sopra i 200 Hz, cioè sopra Sol2 (Sol appena sotto il Do centrale - ndr), non succede nulla, perché le loro armoniche sono tutte sopra i 200 Hz, dove l'equalizzatore è una linea retta orizzontale.
  • Per le note sotto Sol2, le prime armoniche sono modificate secondo la curva dell’equalizzatore. Ad esempio, Sol1 la cui è fondamentale 98 Hz avrà la sua frequenza fondamentale aumentata di 6 dB, mentre le altre armoniche rimangono quasi invariate (perché sono sopra 196 Hz).

Il suono del pianoforte che ne risulta avrà più bassi, con un registro centrale e note acute invariati.

14. Pianoteq Pro

PIANOTEQ PRO è la versione avanzata di Pianoteq. Comprende le seguenti ulteriori caratteristiche:

  • Impostazioni dei parametri fisici nota per nota: accordatura, ampiezza unisono, durezza del martelletto, punto di percussione, lunghezza della corda, profilo dello spettro, impedenza della tavola armonica, posizione del damper. Queste regolazioni nota per nota sono disponibili nella versione Standard solo per l’accordatura e il volume.
  • Frequenze di campionamento disponibili fino a 192kHz (limitate a 48kHz nella versione Standard). Tenete però presente che una frequenza di campionamento molto alta genererà un aumento massiccio del carico sulla CPU.

14.1. regolazione nota per nota (Note Edit)

La regolazione nota per nota dei parametri è uno strumento molto potente che consente di modificare il parametro scelto per ogni nota.

note_edit_session

Si accede alla finestra Note Edit facendo click sul pulsante Note Edit (modifica nota – ndt) o con un doppio click su un cursore “modificabile”. È possibile trascinare la finestra Note Edit ovunque sullo schermo e aprire più finestre, che permettono di lavorare su diversi parametri allo stesso tempo, come si può vedere nell’immagine qui sopra, dove vengono modificati Unison width e Direct sound duration.

Osservate le maniglie (handles) che consentono di eseguire alcuni cambiamenti più globali sulla curva. Queste maniglie si trovano su specifiche note di controllo che è possibile selezionare/deselezionare con un doppio click sulla guida di controllo sotto al grafico. Queste note di controllo sono condivise da tutti i parametri eccetto il caso particolare del profilo di spettro che è descritto nella sezione successiva. Per la regolazione fine, premere il tasto Shift mentre si sposta un punto della curva.

note_edit_handles

Facendo clic all'esterno di una nota di controllo si può modificare individualmente ogni altra nota.

note_edit_individual

Sono disponibili utili strumenti che consentono di modificare una forma data: casuale, lineare e ridimensionato (random, smooth e rescale). Fare clic e trascinare il mouse sul pulsante per variare il grado di effetto (vedi anche i suggerimenti che vengono forniti sull'interfaccia). Il pulsante di reset riporta tutti parametri alle impostazioni salvate nel preset (contenuti nel file fxp sul disco fisso

14.2. Profilo di spettro

La funzione Note Edit del profilo di spettro (Spectrum Profile) funziona in modo un po’ diverso dagli altri parametri, può regolare ogni armonica di ogni nota! È possibile accedervi con doppio click su uno qualsiasi dei cursori del profilo di spettro.

Le armoniche possono essere modificate singolarmente, ma anche in diverse combinazioni chiamate Harmonic, Comb, Major, Octave... Vengono forniti vari modi di tracciamento chiamati Simple draw, Haircut e Fill only. Al primo accesso, tutte queste caratteristiche sono raggruppate nello stesso menu che si trova sulla destra, chiamato Simple draw.

Il profilo di spettro ha una propria serie di note di controllo che è possibile selezionare/deselezionare con un doppio click sulla guida di controllo, sotto l'immagine. Esse sono indipendenti dalle note di controllo utilizzate dagli altri parametri.

note_edit_control_rail

Al di fuori delle note di controllo, il profilo di spettro viene interpolato linearmente, e si possono osservare i valori intermedi facendo click sulla nota corrispondente sulla guida di controllo.

14.2.1. Esempio 1

Se si imposta una singola nota di controllo e si aumenta la sua terza armonica di 6 dB, tutte le note avranno la loro terzo armonica aumentata di 6 dB:

note_edit_profile60

Con una sola nota di controllo...

note_edit_profile62

... tutte le altre note verranno modificate allo stesso modo.

14.2.2. Esempio 2

In questo caso iniziare con un reset per cancellare tutte le eventuali modifiche – poiché si desiderava venisse modificato solamente il Do centrale, sono state aggiunte due note di controllo da entrambi i lati per evitare che l’interpolazione si “propagasse” anche alle altre note.

note_edit_profile60b

Con tre note di controllo consecutive...

note_edit_profile61

... è possibile modificare solo la nota di mezzo se si vuole evitare che la modifica si diffonda alle note sopra o sotto di essa.

14.2.3. Esempio 3

In questo ultimo esempio è stato modificato il Do centrale ed il Do al di sotto, si osservi come vengono interpolate le note intermedie:

note_edit_profile_interpolate60

Profilando il Do centrale …

note_edit_profile_interpolate48

... e quello al di sotto...

note_edit_profile_interpolate53

... produce dei valori interpolati per il Fa intermedio.

15. Appendice: costruzione dei temperamenti

Programmi di MATLAB per alcuni temperamenti12 predefiniti di Pianoteq. I dati in ingresso sono frequenze egualmente temperate f (che possono essere estese) ed I numeri di nota MIDI corrispondenti

%-------------------------------------------------------------------
function f = pythagore(f,MIDI)
%-------------------------------------------------------------------
delta = 3/2/2^(7/12);
ratio = delta.^[-3 -8 -1 -6 1 -4 3 -2 -7 0 -5 2];
f = f.*ratio(rem(MIDI,12)+1);
%-------------------------------------------------------------------
function f = zarlino(f,MIDI)
%-------------------------------------------------------------------
ratio2C = [1 25/24 9/8 32/27 5/4 4/3 45/32 3/2 25/16 5/3 16/9 15/8];
ratio = ratio2C./2.^((0:11)/12);
ratio = ratio/ratio(10); % leaving A unchanged
f = f.*ratio(rem(MIDI,12)+1);
%-------------------------------------------------------------------
function f = mesotonic(f,MIDI)
%-------------------------------------------------------------------
q = 5^(1/4);
ratio2C = [1 5*q^3/16 q^2/2 4*q/5 5/4 2/q 5*q^2/8 q ...
           25/16 q^3/2 4*q^2/5 5*q/4];
ratio = ratio2C./2.^((0:11)/12);
ratio = ratio/ratio(10); % leaving A unchanged
f = f.*ratio(rem(MIDI,12)+1);
%-------------------------------------------------------------------
function f = welltempered(f,MIDI)
%-------------------------------------------------------------------
q = max(real(roots([1 0 0 2 -8]))); a = (128/q^5)^(1/7);
ratio2C = [1 a^2*q^5/16 q^2/2 a^4*q^5/32 q^4/4 2/a a*q^5/8 q ...
           a^3*q^5/16 q^3/2 4/a^2 a*q^4/4];
ratio = ratio2C./2.^((0:11)/12);
ratio = ratio/ratio(10); % leaving A unchanged
f = f.*ratio(rem(MIDI,12)+1);
%-------------------------------------------------------------------
function f = werck(f,MIDI)
%-------------------------------------------------------------------
ratio2C = [1 256/243 1.1174 32/27 1.2528 4/3 1024/729 1.4949 ...
           128/81 1.6704 16/9 1.8792];
ratio = ratio2C./2.^((0:11)/12);
ratio = ratio/ratio(10); % leaving A unchanged
f = f.*ratio(rem(MIDI,12)+1);

[12] Alcuni di queste definizioni di temperamento derivano da "Der Piano und Flugelbau, Herbert Junghanns, Verlag Das Musikinstrument Frankfurt/Main, 1979"

16. Riconoscimenti speciali

16.1. Fornitori degli strumenti

  • Michel Armengot, Francia (pianoforte elettrico CP-80)
  • Paul Badura-Skoda, Austria (pianoforte Walter)
  • C. Bechstein Digital
  • Robin Bigwood, Gran Bretagna (clavicembali Grimaldi, Blanchet)
  • J. Blüthner Pianofortefabrik GmbH, Germany (Blüthner Model One grand piano)
  • Olivier Cussac, Francia (Rhodes MK1, Wurlitzer 200A, Clavinet Hohner D6)
  • Pascal Gaillard (Steel Drum)
  • Luigi Gaggero, Italia (Cimbalom Balazs Kovacs)
  • Marc Guilliou (Spacedrum, Hand Pand, Tank Drum)
  • Grotrian Piano Company GmbH, Germany (Grotrian Concert Royal grand piano)
  • Haendelhaus, Germania (pianoforte Schmidt)
  • Peter Karsten, Germany (Karsten collection)
  • Modartt SAS, France (Steinway B)
  • Monique Niebisch, Francia (pianoforte a coda Erard)
  • Orchestre du Capitole de Toulouse, Francia (celesta, glockenspiel, marimba, xilofono)
  • Daniel Parisot, Francia (pianoforti a coda Fazioli, Steinway)
  • PETROF, spol. s r.o., République Tchèque (Ant. Petrof)
  • Gilbert O'Sullivan, Gran Bretagna (pianoforte a coda Bechstein)
  • Heinz Preiss, Kremsegg Schloss Museum, Austria (clavicordo: Neupert. Fortepiano: Schoffstoss, Schantz, Graf ; Kremsegg collection)
  • Klaus P. Rausch, Germany (Electra-piano, Pianet T)
  • Steingraeber & Söhne Piano Manufactory, Germany (Steingraeber E-272)
  • Steinway & Sons, New York, USA (NY Steinway D)

16.2. Ingegneri di registrazione

  • Luc Filaretos (Studio le Graal, Francia)
  • FWL studios (Blüthner, Germania)
  • Andreas Kaul (Steingraeber, Germania)
  • Matthias Kontny (Karsten collection, Germania)
  • Laurent Minh (Francia)
  • Herwig Preiss (Kremsegg Schloss, Austria)
  • Lauren Sclafani et Melody Hwang (Steinway New York, USA)
  • Teldex Recording studio (Bechstein DG, Germania)
  • Vaclav Vlachy (Petrof, Repubblica Ceca)
  • Matthias Wegener (Grotrian, Germania)

Un caloroso ringraziamento ai nostri beta tester, che ci hanno aiutato notevolmente a migliorare i nostri strumenti. Senza la loro intensa partecipazione, la loro critica costruttiva e illuminante, Pianoteq non sarebbe diventato lo strumento divertente che state suonando.

Molte grazie anche ai nostri clienti e distributori per il loro sostegno e tutti coloro che ci forniscono preziose idee ed opinioni.

16.3. Società

MODARTT è una società che sviluppa e fornisce software, hardware e servizi di consulenza per applicazioni artistiche e tecnologiche. MODARTT supporta anche il progetto KIViR (Restauro virtuale di strumenti a tastiera), che offre restauro digitale di strumenti musicali tastiera storici in musei. Si prega di visitare il nostro sito web www.modartt.com per ulteriori dettagli.

16.4. Autori

  • Pianoteq: Philippe GUILLAUME e Julien POMMIER
  • Artwork: Richard BARACETTI e Guillaume JOLY
  • Interfaccia utente: Guillaume JOLY
  • Manuale: Niclas FOGWALL, Philippe GUILLAUME e Robin TOURNEMENNE
  • Traduzione Italiana: Michele TORNATORE, Ettore DELLA CAMPA e Massimo Cavalieri d'Oro

17. Proprietà intellettuale

  • Pianoteq è un marchio registrato di MODARTT S.A.S., 10, avenue de l’Europe, 31520 Ramonville Saint Agne, France.
  • Patent: US 7,915,515 B2, Europe 07.823284.0/2047455, Japan 5261385, China ZL200780022703.2.
  • Cubase, ASIO, e VST sono marchi registrati di Steinberg Media Technologies GmbH
  • Il logo Audio Units è un marchio registrato di Apple Computer, Inc.
  • FFTPACK v4. Copyright (c) 2004 the University Corporation for Atmospheric Research ("UCAR"). Tutti i diritti riservati. Sviluppato dal Computational and Information Systems Laboratory del NCAR, UCAR, www.cisl.ucar.edu
    • La ridistribuzione e l'uso in forma sorgente o binaria, con o senza modifiche, sono consentite a condizione che siano soddisfatte le seguenti condizioni:
    • Né i nomi di Computational e Information Systems Laboratory del NCAR, University Corporation for Atmospheric Research, né i nomi dei suoi sponsor o collaboratori non potranno essere utilizzati per avvallare o promuovere prodotti derivati da questo Software senza previa autorizzazione scritta.
    • La ridistribuzione del codice sorgente deve mantenere le informazioni sul copyright di cui sopra, questo elenco di condizioni e la disclaimer sotto.
    • La ridistribuzione in forma binaria deve riprodurre la suddetta nota sul copyright, il presente elenco di condizioni e la disclaimer sotto nella documentazione e/o altri materiali forniti con la distribuzione.
    • QUESTO SOFTWARE È FORNITO DAGLI AUTORI "COSÌ COM'È", E SI DECLINA OGNI GARANZIA, ESPLICITA O IMPLICITA, COMPRENDENDO, SENZA LIMITARSI A QUESTO, LE GARANZIE IMPLICITE DI COMMERCIABILITÀ E IDONEITÀ PER UNO SCOPO SPECIFICO. NÉ GLI AUTORI NÉ ALTRI CONTRIBUTORI SONO RESPONSABILI PER DANNI DIRETTI, INDIRETTI, INCIDENTALI, SPECIALI, ESEMPLARI O CONSEQUENZIALI (CIÒ COMPRENDE, SENZA LIMITARSI A QUESTO, L'ACQUISIZIONE DI BENI O SERVIZI SOSTITUTIVI, LA PERDITA DELL'USO DELLE APPARECCHIATURE, DI DATI O DI PROFITTI, O L'INTERRUZIONE DELL'ATTIVITÀ) DERIVANTI IN QUALUNQUE MODO E PER OGNI IPOTESI DI RESPONSABILITÀ, SE IN CONTRATTO, DI STRETTA RESPONSABILITÀ, O TORTO (INCLUSA LA NEGLIGENZA O ALTRE FATTISPECIE), DALL’USO DI QUESTO SOFTWARE, ANCHE SE AVVISATI DELLA POSSIBILITÀ DEL VERIFICARSI DI QUESTI DANNI.
  • WEBP. Copyright (c) 2010, Google Inc. Tutti i diritti riservati.
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